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mariah carey, britney spears e madonna sul podio della classifica pop USA

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Oggi i gay in quarantena hanno dimostrato ancora una volta che quando ci mettiamo insieme non ce n’è per nessuno, tanto da regalare al mondo una ventina di minuti di magia con le prime tre posizioni della classifica pop USA di iTunes in assetto da capogiro: Mariah prima con Charmbracelet, la Santissima Santa Spears seconda con Glory, e Madgezilla terza con l’EP di remix di I Don’t Search I Find, appena uscito. Un sogno, una visione, un revival di quando il pop femminile dominava il mondo con le artiste a tripla A. Una foto incredibile di un tempo che non c’è più e che andava assolutamente celebrata.

Certo, va detto che l’obiettivo degli Spearsanisti per oggi era far arrivare Glory alla numero uno della chart generale, ma nel frattempo si è mossa dalla due alla prima di quella pop dandoci comunque una grande soddisfazione (ed è arrivata alla 5 di quella principale, che voglio dire). Ma il mio intento qui è fermare nella memoria il podio con le tre leggende, perché questo trio è quanto di meglio si sia visto ai primi tre posti di una qualsiasi classifica da anni. E soprattutto, qualcuno o qualcosa ci vietano di celebrare Glory come si deve?

Per quanto mi riguarda Glory è il mio terzo album preferito della Santissima, subito dopo Blackout che regna sovrano e Femme Fatale che adoro con tutta l’anima. Lungi da me voler fare classifiche, sono talmente fan accecato che non butterei dalla finestra nemmeno Britney Jean. E lo so, lo so che tutti mi direte “e allora In The Zone?”, oppure “e allora Britney?”, oppure ancora “e allora la colonna sonora dei Puffi?”, ma non litighiamo. Nessuna Sacra Scrittura è inferiore alle altre, ma tutti ci ritroviamo per un motivo o per l’altro di più in alcune anziché altre.

Glory segnava il debutto della Santa in un panorama musicale che era cambiato rispetto ai tempi della dance scalmanata che l’aveva vista protagonista assoluta qualche anno prima, ma tuttavia restava un lavoro del tutto conforme ai dettami dello Spearsanesimo: sexy, citofonato e con momenti completamente random. Piagato da qualche canzone decisamente WTF, tipo Private Show o l’orrenda Clumsy, contiene delle perle incredibili come la divina Slumber Party, una delle sue canzoni migliori con o senza Tinashe. Scusate: TINASHA!

Glory contiene una marea di capolavori immortali: la bellissima Love Me Down, la bomba inspiegabilmente non singolo Do You Wanna Come Over?, il debutto di Spanishney con l’indimenticabile Change Your Mind (No Seas Cortes), e poi ancora Man On The Moon, della quale molti filologi e linguisti cercano ancora di decifrare il bridge parlato. E che cosa dire dell’inno agli acidi, If I’m Dancing, o della motivazionale Better? E poi, ragazzi: non ci scordiamo che in chiusura dell’album la Santa ha modificato per sempre la pronuncia ufficiale della lingua francese con l’emozionante reprise di Blackout, Coupure Electrique! E ora, tutti insieme: “Commé an chiuppur elettrìk, tè lalummiè, giubliè le monte!”

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