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lana del rey annuncia il nuovo album con un j’accuse non non femminista che cita beyoncé, ariana e doja cat

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La nostra favolosa Lana doveva essersi svegliata bella carica di Grenadine Quarantine, perché ha deciso di inforcare Instagram e mettere su un pistolotto niente male per annunciare l’uscita del suo nuovo album. Nel processo ha deciso di citare la chiunque: una manciata di colleghe, il suo rapporto con gli hater e la stampa, il femminismo, il diritto alla tristezza, il suo essere glamour, e chi più ne ha più ne metta. Traduzione dei passi più importanti a seguire.

“Domanda per la cultura: ora che Doja Cat, Ariana, Camila, Cardi B, Kehlani e Nicki Minaj con Beyoncé hanno le loro numero uno con canzoni che parlano di essere sexy, essere spogliate, scopare, tradire eccetera, posso per favore tornare a cantare di argomenti come il sentirsi rappresentata, bella per il solo fatto di essere innamorata anche se la relazione non è perfetta, o ballare per soldi (o qualsiasi altra cosa voglia) senza essere crocifissa e senza sentirmi dire che rendo glamour l’abuso? (…) Con tutti gli argomenti che alle donne è finalmente concesso esplorare voglio solo dire che trovo patetico che negli ultimi dieci anni mi sia stato detto che i miei testi, che a volte esplorano il mio essere sottomessa o in un ruolo passivo nelle mie relazioni, vengano costantemente giudicati come un passo indietro di secoli per le donne”.

“Fatemi essere chiara”, continua Lana come un fiume in piena, “Non sono una non-femminista, ma ci deve essere posto nel femminismo per le donne che si comportano e pensano come me. Il tipo di donna che dice no quando gli uomini lo sentono come un sì, il tipo di donna che è dedito senza tregua ad assomigliare alla parte più autentica e delicata di sé, il tipo di donna che vede le proprie storie e la propria voce essere portate via da donne più forti o da uomini che odiano le donne. Sono stata onesta e ottimista sulle relazioni complicate che ho avuto, ed è così per la maggior parte delle donne. E sono anni dieci anni che mi criticano per questo e leggo recensioni di merda. (…) Ma mi sento anche come se avessi davvero spianato la strada ad altre donne per liberarle dall’obbligo di mettere su una faccia felice e dire qualsiasi cosa volessero con la loro musica. Quando l’ho fatto io, esprimendo una nota di tristezza nei miei primi due album, sono stata bollata come isterica neanche fossimo davvero nel 1920”.

“Esprimerò nel dettaglio i miei sentimenti nei miei prossimi due libri di poesie, specialmente il secondo, con Simon e Schuster. Sono molto contenta di poter aiutare fondazioni per i Nativi Americani grazie ai miei libri. E sono sicura che ci saranno le sfumature di quello su cui sto riflettendo ora nel mio nuovo album, che uscirà il 5 settembre. Grazie per aver letto. Felice quarantena”.

Devo dire che almeno ti sei sbattuta per fare un annuncio ad effetto, Lana. Molto meglio così che cagare una data con una bella foto e stop. E devo dire anche che ci posso stare: ti abbiamo preso per il culo per anni col fatto che fossi una tristona, quindi è anche giusto che tu rivendichi con orgoglio il fatto di percepirti come una romantica depressa quanto e come più ti piace. Non sono del tutto d’accordo che “mettere su una faccia felice” sia un consiglio superficiale da cantanti che amano parlare di quanto sono nude, e per quanto capisca che non sia un giudizio da parte tua mi pare comunque un po’ sessista. Non vedo moltissimo orgoglio nemmeno nel bearsi della pippa mentale che quando dici no a un uomo quello lo prenda come un sì, o che un uomo possa portarti via qualcosa, perché ritengo sia un attimo una visione più culturale che intrinseca di come siano fatti gli uomini davvero. Ma la musica, l’arte in genere, sono fantasie. Quindi, mia cara Lana, anche tu come tutti hai il diritto di viverti le tue fantasie come meglio credi. Lo vedi? Hai fatto scrivere cose pesantissime pure a me, quindi hai sicuramente fatto centro.

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