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CL delle 2ne1: “il k-pop deve tutto alla musica nera, che vi piaccia o meno”

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Uniamoci tutti un attimo per celebrare quanto scritto da CL, ex 2NE1, a proposito del movimento Black Lives Matter e all’importanza di lottare contro il razzismo. CL, spero ve lo ricordiate, è stata forse la più pazzesca della girl band più pazzesca della storia del K-Pop, quella che sostanzialmente ha fatto in modo che il fenomeno uscisse dai confini di Seoul. Non mi interessa dei vostri BTS: sono abbastanza hipster e saccente da poter dire che le 2NE1 mi hanno sconvolto la vita quando quasi nessuno sapeva che in Corea ci fossero delle popstar. Ecco perché trovo che il post pubblicato da CL su Instagram sia molto importante: gli artisti K-Pop non escono spesso dal loro recinto, non esprimono pareri sociali o politici, a volte sembrano fabbricati alla Tesla e certamente non ci aspetteremmo un’analisi musicale così profonda e incredibilmente giusta.

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Un post condiviso da CL (@chaelincl) in data:

“The Miseducation of Lauryn Hill è stato il primo album che mi ha comprato mio padre. Dangerously in Love è stato il primo CD che ho comprato da sola. Janet Jackson mi ha insegnato il potere del movimento della danza e l’espressione. Missy Elliott è il motivo per cui sono così ossessionata dall’aspetto visivo dei miei video. Lil’Kim è stata una pioniera della moda che mi ha insegnato come essere coraggiosa raccontando storie attraverso gli abiti. Aaliyah è la ragione per cui indosso ancora pantaloni larghi e anfibi sul palco. (…) Alcune delle fonti di ispirazione più grandi per le 2NE1 erano le Destiny’s Child e le TLC.”

“Questi sono solo alcuni esempi. Artisti, registi, scrittori, ballerini, designer, produttori, stylist nell’industria del K-Pop sono tutti ispirati dalla cultura nera, che lo riconoscano o meno. Mi piacerebbe incoraggiare tutti i sostenitori del K-Pop a dare qualcosa in cambio e mostrare amore e supporto per tutto quello che abbiamo ricevuto dagli artisti black. Voglio spiegare a tutti i fan del K-Pop, agli Asiatici e ai non Americani che sentono di non avere nessuna connessione con quanto sta succedendo che tutti alla fine siamo connessi uno all’altro. E anche noi Asiatici che vivono all’estero, non abbiamo forse provato sulla nostre pelle abbastanza razzismo da non poterne più? Dobbiamo alzarci insieme e combattere come se fossimo uno aiutandoli a lottare per la giustizia. Non è mai troppo tardi. Inviamo loro amore e supporto prendendocene cura, diffondendo le voci nere, educando noi stessi, e portando consapevolezza alle persone attorno a noi”.

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