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carole baskin rompe il silenzio su tiger king e attacca netflix, ma si prepara al sequel

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Devo dire che sono salito in ritardo sul vagone della follia per la docuserie Tiger King su Netflix, ma mi ci è voluto pochissimo per entrare in fissa e bingewatchare tutti gli episodi. Mi sono spiegato anche perché il documentario abbia avuto un successo così enorme: quello che è capitato a questo gruppo di fulgidi esponenti del white trash è talmente assurdo da essere persino più incredibile di una pandemia mondiale. Ma soprattutto, in Tiger King ho trovato il mio nuovo modello di vita: Carole Baskin! Carole Baskin, della quale sostengo a gran voce l’assoluta innocenza su tutti i fronti, è decisamente il tipo di gattara pro che desidero diventare un giorno. Carole ha portato il concetto di cat lady a un altro livello, e non solo aumentando considerevolmente le dimensioni dei propri mici. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che il suo “santuario” per grandi felini sia una macchina mangiasoldi basata sullo sfruttamento degli animali esattamente come lo zoo di Joe. Ma Carole si è dimostrata pronta a tutto per prendersi cura dei suoi gattoni, financo nutrirli con la carne fresca di suo marito!

Come potrete immaginare, l’attenzione mediatica che si è riversata a valanga sui protagonisti di questa storia dopo la messa in onda su Netflix non è piaciuta a nessuno di loro, anche perché diavolo non ce ne è uno che ne esca bene (e giustamente). Tuttavia Carole, l’innocente Carole, ha continuato la sua strada di salvatrice dei grandi felini in modo del tutto disinteressato, non ha partecipato alla reunion via Skype con Joel McHale, e continua a festeggiare ogni giorno la carcerazione di Joe Exotic con una torta fatta di Whiskas. Certo, deve stare attenta all’altro re del white trash, il presidente arancione Trump, che ha promesso in conferenza stampa per il virus di “dare un’occhiata” al caso Exotic in vista di una eventuale amnistia (solo in America, proprio).

Dopo essersi sentita dare della ammazzamariti e della pappona di leoni da tutto il mondo, Carole ha deciso di rompere il silenzio e ha puntato direttamente alla gola di Netflix, definendo la serie un concentrato di menzogne montate ad arte per screditare la sua persona. In un lungo post pubblicato sul sito di Big Cat Rescue, Carole tocca diversi punti. “È stato un dolore constatare come la serie non promuovesse assolutamente la salvaguardia dei grandi felini come era stato promesso a noi di Big Cat Rescue, ma anzi si concentri solamente sul diffondere menzogne con il solo scopo di incollare allo schermo gli spettatori nel modo più sensazionalistico possibile”, sbotta Carole. “C’è una lunghissima parte, ricca di bugie e affermazioni di persone non credibili, volta a sostenere il mio ruolo attivo nella scomparsa di mio marito Don Lewis nel 1997. Non c’è mai stata da parte di Netflix la volontà di lasciarmi difendere o chiedere la mia opinione a riguardo. Nessun interesse per la verità, ma solo per gli ascolti”. Roar!

“Non c’è un modo breve per rigettare queste accuse inverosimili. Se volete conoscere la verità, è necessario ricostruire gli eventi su quanto successo al mio ex marito negli anni precedenti la sua scomparsa, e il ruolo e i comportamenti delle persone che appaiono nella serie. Per questo ho deciso di fare dei video a riguardo”. E qui, da brava influencer rampante qual è, Carole attacca una pippa infinita in tutta una serie di video che ripercorrono nel dettaglio le accuse che le sono state fatte sul maltrattamento dei felini, la dimensione delle gabbie, la sua denuncia alla madre di Joe, lo sfruttamento dei lavoratori nel suo rifugio, per poi arrivare molto lentamente al punto: il marito morto è nella fottutissima fossa settica o no?

Carole racconta che prima di essere divorato dalle sue tigri sparire a Don era stato diagnosticato un disturbo bipolare, che lo aveva portato ad accumulare spazzatura in casa e nel rifugio e a “rifiutarsi di defecare in bagno, facendolo fuori”. Inoltre, Carole sostiene a gran voce che sebbene Don potesse essere stato molto ricco in passato, quando ha incontrato lei non lo era già più, e che anzi i due si sono messi a vendere le due case che erano rimaste proprio per alzare un po’ di soldi e non per fare i palazzinari e togliere tutto alla ex famiglia di lui, come suggerisce la serie.

Ma arriviamo al dunque coi dettagli piccanti: “Don trascorreva una settimana al mese in Costa Rica. Era un uomo che doveva fare sesso ogni giorno, quindi si trasferiva lì in concomitanza con il mio ciclo mestruale”, dice Carole alzando immediatamente il livello. “Quando era via, ne approfittavo per ripulire la casa di tutte le cianfrusaglie e la spazzatura che lui lasciava ovunque. Quando ha saputo che lo stavo facendo, ha chiamato la polizia per sapere come impedire che gettassi le sue cose. Ed è stato lì che è emersa l’idea di una ordinanza restrittiva nei miei confronti, perché gli è stato detto che era l’unico modo. Don ha fatto la richiesta, ma è stata rigettata. Due mesi dopo, è scomparso. Don mi ha parlato molto spesso di gente che va in Costa Rica e scompare. Lì era in affari con persone che facevano parte della mafia locale. L’idea che io abbia tritato la sua carne dandolo in pasto alle tigri è ridicola. Il mio tritacarne è minuscolo, non avrei mai potuto usarlo a quello scopo. Per tritare la carne devi prima tagliarla in cubetti piccoli, e l’idea che un corpo umano con tanto di scheletro possa essere tritato è semplicemente idiota. Ma a Netflix non è interessato, si sono limitati a mostrare un tritacarne gigante che ovviamente io non possiedo”.

Che dire, Carole? Mi sembra un’autodifesa che non fa assolutamente nessuna grinza! Tuo marito ha chiesto un ordine restrittivo nei tuoi confronti perché tu gli impedivi di cagare in salotto, e poi è scomparso col suo aeroplanino in Costa Rica per colpa della mafia mentre scappava dalle tue mestruazioni. Secondo me non c’è proprio nulla che non torni. Il problema è che la TV continuerà a battere cassa su questa storia, che ha incantato miliardi di spettatori nel mondo. Tanto che il network Investigation Discovery ha già dichiarato di essere al lavoro su un documentario a puntate tutto incentrato proprio su Carole e la scomparsa del marito. Prepara il tritacarne Carole, io sono con te.

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