il puttan-pop è morto e anche io non mi sento molto bene


Partiamo dal fondo, l’assassino è una pila di contratti. Sotto, alla base, qualsiasi forma di creatività è andata a farsi benedire. Il puttan-pop è morto anche perché non si può dare della puttana a qualcuno con leggerezza. L’abbiamo capito, è stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. Ma sono i contratti, i luridi soldi, ad aver ucciso qualsiasi voglia di gioire dello scandalo altrui senza malizia. Siamo diventati morbosi prima che perbenisti, reagiamo comunque male al cambiamento e siamo affascinati dai capipopolo che aizzano le folle, così qualsiasi disoccupato cronico con la complessità di giudizio di un ermellino può diventare senatore, e per tutto il resto ci sono i social.
Taylor Swift non può cantare le sue vecchie canzoni perché Scooter Braun non glielo permette, allora lei inforca Twitter e innocentemente chiede aiuto ai suoi (pochissimi) follower per scatenare una guerra mediatica, generando l’ennesima fattoria di denaro, che ormai viene creato in modi talmente aleatori e inconsistenti da essere diventato in tutto e per tutto una religione, un sistema dogmatico. Siamo sicuri che l’idea che un uomo possa incarnarsi in una sfoglia di acqua e farina sia più ridicola del fatto che anche un paguro possa nuotare nel cash, se becca l’algoritmo giusto?
D’altro canto, non esistono più argomenti che muovano l’attenzione delle persone quanto il parlare di denaro. “Quanto guadagna uno YouTuber?” è la roba più cercata su Google, e quando si parla di soldi chiunque addrizza le antenne. Il livello cringe di grottesco è stato superato da tempo e gli status di massa hanno annientato qualsiasi gusto per l’insolito. Nicki Minaj ha dovuto smettere di lanciare soldi e fare finta di ritirarsi. Rihanna ha mandato tutti a cagare e ha iniziato a fare soldi solo col nome. Il pop di oggi è così dannatamente noioso che persino Lady Gaga non si ricorda più di ARTPOP (tutto maiuscolo). E ha ragione. Abbiamo passato decenni a registrare le macchie di sugo sulla maglietta di Britney Spears, e zero sul fatto che fosse vittima di un sistema di mungitura costante da parte di manager e custode. Ma a un certo punto, e questo Britney l’ha capito perché è la meno scema di tutti, devi anche decidere da che parte stare.
Il grido d’aiuto di Taylor Swift è semplicemente l’ennesimo lavoro gratis che vi chiedono di fare, e ricordatevi di usare l’hashtag #StandWithTaylor.
D’altro canto, la compagnia di Scooter Braun passa per essere collegata in qualche modo al genocidio nello Yemen, quindi c’è poco da aggiungere. Taylor Swift canterà le sue canzoni ai VMA e Scooter Braun continuerà a contare le entrate, mentre la marmaglia si scanna sul nulla e la noia domina a perdita d’occhio.