madame x loves to dance (una recensione)


L'eredità che si porta sulle spalle, accostato ancor prima di uscire a American Life, non deve trarre in inganno quando si ascolta per la prima volta tutto Madame X. Un album complicatissimo, difficile, sperimentale. Una Madonna completamente nuova e senza paura, ma anche una Madonna fragile e triste. Strano.
"I tried to recover my center of gravity", canta nella bellissima e potentissima Extreme Occident, la prima canzone dell'album che dovete ascoltare se vi manca Ciccone ai tempi di Mirwais. E questo centro di gravità, politico e spirituale, Madonna lo va a cercare in tutto il mondo: Portogallo, Brasile, Capo Verde, Colombia.
Ciò che Madonna è tornata a fare dopo anni, al di là di belle canzoni, è prendere un discorso ben preciso (politico, spirituale, personale) e dargli un'identità musicale forte. Mettere le idee e i messaggi al centro dei brani, ma anche sorprendere l'ascoltatore, persino quello di vecchia data.
In Madame X, quasi nessuna canzone finisce come è iniziata: le atmosfere passano da gotiche a spiritate nella meravigliosa Dark Ballet, mentre God Control si trasforma nota dopo nota diventando un giro di montagne russe memorabile e un nuovo instant classic dance della scuderia Ciccone, a fianco di Deeper and Deeper e Hung Up.
Fa piacere trovare una Madonna in urgenza creativa, davvero. Fa piacere ascoltarlo in ogni nota, fa dimenticare un uso dell'autotune eccessivo perché non è mai fuori contesto. Mirwais ha fatto un lavoro eccezionale, e canzoni come Batuka, Looking For Mercy e Funana ci offrono una Madge completamente nuova che però non dice di no a un po’ di indulgente (e meritatissima) autocelebrazione. Come quella di I Don’t Search I Find, che sembra uscita direttamente da una sessione di Erotica.
E poi c’è l’altro lato di Madame X, quello che si avvale di produttori altrettanto talentuosi. Una tra tutte Starrah, che dopo aver frequentato le zone alte della classifica Billboard con Nicki Minaj, Katy Perry e Camila Cabello riesce a portare Lady Ciccone in una nuova dimensione pop contemporanea e forse anche più in là, con le ottime Come Alive, Crave e Future.
Infine, meglio non dimenticarlo, Madame X ama fare festa. E allora ecco la tripletta più scatenata dell’album, per due terzi occupati dall’ingombrante quanto piacevole presenza di Maluma. Il mio consiglio a M + M, dopo Medellin e Bitch I’m Loca (ma anche Soltera), è di fondare un duo con un album dedicato. Senza dimenticare di invitare Anitta, che con la cover di Faz Gostoso ci regala il momento più danzereccio del disco di Madge.
Madame X, insomma, ha tante facce quante sono le cose cha ha da dire, e questa volta Madonna ha deciso di dire tutto e anche di più. Proprio come American Life, questo è un album figlio dei propri tempi e pieno di una rivoluzione che, come tutto ciò che è più vero, parte da dentro. Diversamente da American Life, però, Madame X e più libera, forse meno ottimista e impeccabile, ma senza la paura di spingersi oltre. Decisa a scatenare, finalmente, quella tempesta che tanto invoca.