lunedì 26 novembre 2018

cinque canzoni da ascoltare durante l'apocalisse


Dunque, mi domandavo: sarà il caso di portarsi avanti con la fine del mondo? Perché a me a occhio e croce pare che siamo in una specie di pausa di riflessione col pianeta, ma di quelle pause di riflessione dove uno dei due ne approfitta per non fare un cazzo aggravando la propria situazione, e l'altro continua a mandare segnali sempre più evidenti che la prossima rottura di coglioni sarà l'ultima.
Pur tuttavia, è molto probabile che tra una trentina d'anni saremo ancora qua con la nostra pellaccia dura, a ricordarci quanto fossero catastrofisti nel 2018, magari mandandoci un meme a riguardo a bordo della nostra taxi zattera.
Anyway, se la fine dovesse arrivare proprio adesso, se fossimo destinati a provare l'ebbrezza di sentirci un po' triceratopi, e avessimo tempo per cinque ultime canzoni da ascoltare, io ascolterei queste. In queste versioni, e in questa sequenza. Certo, mi direte voi, perché dovrei ascoltare cinque canzoni mentre il mondo va a puttane? La perdita del senso della metafora è ciò che ci fotterà, gente.

1. Madonna e Aviicii, Wash All Over Me, la versione bella che poi ha cambiato perché si era indispettita.


2. Komm Süsser Tod, dalla colonna sonora di The End of Evangelion, la versione più lunga possibile.


3. Younger Now di Miley Cyrus


4. Edge of Evolution di Alanis Morissette


5. Gimme More, gente, perché non è finita fino a quando non è finita davvero. Bitch.

venerdì 23 novembre 2018

viaggiare dentro le valigie come metafora dei tempi


In una recente intervista Zayn Malik, il kebabbaro degli One Direction, ha rivelato che tutti i rumor a riguardo erano veri: Regina George, al secolo Taylor Swift, viaggia dentro le valigie per evitare i paparazzi.
Aiutata dalla sua corporatura a scopa secca, Taylor si piega comodamente dentro una Carpisa di taglia L per spostarsi comodamente da un punto all'altro senza incorrere in gente che vuole fotografarla a tutti i costi e carpirle una cattiveria su qualcuno (per quello c'è Twitter, anyway). Comoda proprio come un Bellsprout dentro una sfera Poké, Regina pare abbia persino una Jacuzzi e uno scannatoio dentro la valigia.
Ora, non ci interessa sapere se questa sia l'ennesima baggianata messa in piedi da Taylor stessa per poterne ridere durante una sua giornata tipo. Oppure se sia vero. Ma penso che sarebbe sempre più saggio metterci le cose dentro le valigie, una per una, sceglierle accuratamente, prendersi la briga di riflettere su quali scartare e farlo senza tornare indietro. Rendere la valigia sempre un po' leggera, con uno spazio vuoto, ché in viaggio tanto ti comprerai un sacco di cose e poi non saprai dove metterle.
La valigia può anche strabordare, e potrebbe accadere di dovercisi sedere sopra per farla chiudere, ma alla fine vuoi mettere il senso di soddisfazione? E quando la signorina di Ryan non te la fa infilare in quel misurino da caffè che decide quali possono andare a bordo e quali no? Vabbè che non viaggio da quest'estate, ho sentito dire che ultimamente per capire che cosa puoi portarti dietro su un aereo devi fare un corso di aggiornamento alla regione.
Insomma, per fare una valigia ci vuole un minimo di impegno, di selezione. Si può anche decidere di infilarci quello che capita e portarsela dietro, ma fortunatamente è sempre possibile staccarsene, che la dimentichiate da qualche parte o che ve la perdano. Se ci tenete abbastanza, c'è un cartello col vostro nome, e se è destino vi tornerà dietro. Altrimenti imparerete dai vostri errori, la avvolgerete nel cellophane e la prossima volta ci inciderete sopra il nome a fuoco.
Viaggiare dentro una valigia, invece, è tutta un'altra storia. A parte la scomodità del procedimento, il fatto che sia buio e che credo proprio non si possa fumare. Ma soprattutto, se vi ci mettete dentro, nella vostra valigia resterà spazio solamente per una cosa: voi e voi stessi. E quello sarà tutto ciò che vi porterete dietro.

martedì 20 novembre 2018

dalla parte di victoria beckham


Ricordo che una volta, in un'intervista, Red Ronnie disse che era merito suo se Victoria Beckham si era liberata dei brufoli. Insomma Red Ronnie stava lì a vantarsi del fatto di aver consigliato a Posh Spice, incontrata in un backstage durante una delle prime esibizioni delle Spice Girls, di smettere di mangiare latticini per liberarsi dei brufoletti sulla fronte.
E infatti guardatela adesso, diceva Red Ronnie, ha una pelle perfetta. Era merito suo.
Ora, questo episodio è uno di quelli random senza alcuna importanza che ti rimangono incollati al cervello per tutta la vita. Ma a ben vedere, di quel fatto non mi colpì che Red Ronnie si fosse permesso di dire a Victoria Beckham (ai tempi Adams) che avesse una pelle di merda, né il fatto che Red Ronnie fosse un beauty guru ante litteram, niente di tutto questo. Più che altro, il privilegio di aver potuto dare un consiglio importante a Victoria Beckham.
Senza troppi giri di parole, Victoria Beckham è senza dubbio una persona di gran gusto. Per essere una burina nata ai bordi di periferia, è arrivata a un punto dove l'eleganza viene prima della voglia di apparire, e io a questo mi inchino.
Capitemi bene, non ho nessuna intenzione di entrare in polemica con il percorso attuale di Sporty, Baby, Ginger e Scary. Quest'ultima, poi, mi fa anche un po' tenerezza. Credo un po' che le altre alla fine abbiano ceduto perché forse Mel B le chiamava anche nel cuore della notte, del resto ormai aveva promesso una reunion in qualsiasi talk show al quale avesse partecipato. Nell'ultima settimana, tra l'altro, Scary ci ha anche fatto sapere che centro spirituale frequenta, che in passato era sommersa di cocaina, e che ovviamente ci saranno anche tappe americane per le Spice Girls. Se le chiediamo di sbottonarsi un po', capace che ci dirà che saranno al prossimo Super Bowl.
Capisco anche Emma, che ha colto l'occasione per coronare il suo sogno di farsi le frezze rosa, e capisco anche Geri che del resto è sempre stata pronta a battere cassa nei modi meno ortodossi. La Sporty la capisco meno, dico la verità, ma magari per rinfrescarmi la memoria sarebbe il caso di ascoltare Version of Me.
Ma Victoria, Victoria è quella che capisco più di tutte. Victoria non ha bisogno di apparire circondata da riflettori in un tour a metà strada tra una puntata di Paolo Limiti e una pubblicità delle pensioni integrative. Posh è già incisa nella legenda, nel tubino Gucci, nel dito puntato con aria sfrontata e le gambe dinoccolate, nelle battute epiche di Spice World: The Movie.
Victoria era quella che quando usciva (raramente) sul palco della scorsa reunion (quella vera) faceva tremare il palazzetto con le urla. E quando in un campo hai dato tutto quello che potevi, per lo più senza avere nessun talento particolare, ti devi fermare e guardare altrove.
Raga', è tornata Sabrina vita da strega, è tornato Streghe, è tornato Will & Grace, è tornato Jurassic Park, è tornato persino Portobello con la Clerici. A una certa, basta. Questo clima di nostalgia perenne dovrebbe risultare un filo meno entusiasmante e un po' più soffocante, non trovate?
In ogni caso, proprio come Victoria, io faccio i miei migliori auguri alle quattro Spice superstiti e auguro loro un tour stellare e una buona scorta di Ritalin per Mel B.
Se venite più vicino, passo sicuro.

Cerca nel blog