thank you di meghan trainor, la recensione


Dopo una prima prova che l'ha lanciata nello star system con uno stile rétro e delizioso adipe in eccesso, Meghan Trainor aveva la grossa responsabilità di non ripetersi e lanciare qualcosa che le risparmiasse il rischioso titolo di one hit wonder. Andiamo subito al dunque: c'è riuscita.
Thank You è un disco pop, molto più del primo, Title, e a tratti è anche deliziosamente puttan-pop. Più che altro, Thank You è una raccolta di brani che si incollano al cervello per settimane, senza possibilità di uscirne. Lavorato ad arte, prodotto ancora meglio, l'album è un rimaneggione di facile ascolto ma con un certo spessore, che cerca senza nasconderlo troppo di instradare Meghan sulla strada di artiste pop di successo come, una su tutte, Kagna Perry.
Come da regola base del pop contemporaneo non si balla più shakerando il culo senza controllo, tanto che Thank You mantiene sempre una certa "eleganza" e qualche richiamo allo stile sixties di Title, ma soprattutto è colmo di motivetti martellanti, a partire dal lead single No per proseguire con le ottime Watch Me Do, Woman Up e Champagne Problems.
C'è anche spazio per ottime ballad, una su tutte la bellissima Kindly Calm Me Down. Nessun passo di Thank You è mediocre, per una produzione sempre a livelli molto alti sebbene il prodotto sia senza dubbio studiato a tavolino per piacere.
Con questo album Meghan si ritaglia definitivamente uno spazio tra le stelle del puttan-pop da tenere d'occhio, e in un colpo solo ci regala un disco molto molto piacevole e scongiura per sempre il rischio di sparire dall'orizzonte dopo il primo successo.
Voto: 7