che cos'è tidal, e perché jay-z ce l'ha messo nel culo


Ve ne sarete accorti: nella giornata di oggi, una marea di artisti ha cambiato l'immagine profilo di Facebook o Twitter con un semplice quadrato azzurro. Il tutto per il lancio di Tidal, la prima piattaforma di musica digitale "proprietà" degli artisti e delle major. A lanciare il servizio, una pazzesca conferenza stampa con più celebrities di qualsiasi awards degli ultimi anni, da Madonnaccia a Nicki Praccj passando per Batterihanna, Sasha Fierce, Usher, Kanye West, Chris Martin, Alicia Keys e un sacco d'altri.
Facciamo un passo indietro: all'inizio di quest'anno, Jay-Z ha comprato la società svedese Aspiro per 56 milioni di dollari. Aspiro gestisce due piattaforme di musica digitale, WIMP e appunto Tidal, ma poi Mr. Sasha Fierce ha deciso di rivoluzionare quest'ultima rendendola di fatto il primo servizio di distribuzione di musica gestito dagli artisti per gli artisti. Ecco perché una marea di musicisti hanno deciso di saltare a bordo del progetto, che offrirà canzoni e video in streaming su computer e mobile a 9.99 dollari per audio di qualità standard e 19.99 per quello hi-fi.
In altre parole, che cosa differenzia Tidal da servizi come Spotify, a parte il costo più alto a fronte di una qualità audio maggiore? Semplice: esclusive. Playlist firmate dai cantanti, contenuti in anteprima o magari solo su Tidal, singoli e video disponibili qui prima che su qualsiasi altra piattaforma. Se volete vederli o ascoltarli, dovrete abbonarvi a Tidal. O aspettare che qualcuno li carichi illegalmente online, ma questa è storia vecchia.
Insomma, non solo Spotify ha preso un calcio in culo al quale sarà difficile fare fronte, ma pure l'utente finale non dovrebbe dormire sonni tanto tranquilli. Davvero devo pagare un abbonamento mensile a Jay-Z per avere musica online di qualità e la solita, pallosissima arma dell'esclusiva prendere o lasciare che ormai tanto va di moda nel mondo dell'intrattenimento digitale?
Sarà, a me non è piaciuto mai particolarmente neanche Spotify, e sì che sono un geek. Io voglio la musica che mi pare, quando mi pare, comprata come mi pare e mia per sempre. E preferirei che Jay-Z ne restasse fuori.