Louise di St. Louise incontra Ai-Gi-Gi-Uai in un video che scorre liscio liscio senza lasciare granché. Il featuring più moscio di Iggy a memoria, suvvia.


Altro che Kim Kardashian a chiappe di fuori: questo (orrido) vestito ha davvero rotto l'Internet, creando uno scompiglio mai visto online in queste ultime ore.
Tutto è iniziato quando qualcuno ha postato la foto qui sopra su Tumblr, chiedendo a tutti di decifrare se l'abito in questione fosse bianco e oro o nero e blu. In poche ore il quesito è diventato virale, e scoprire l'effettivo colore dell'abito si è trasformata nella questione più importante che il genere umano dovesse affrontare, con sondaggi online, dibattiti, analisi dello spettro della luce e via discorrendo. Viviamo proprio in un'epoca di merda, vero?
Anyway, come si è scoperto trovando il vestito su un negozio online (che ovviamente è diventato subito sold out), e come hanno analizzato siti quali Wired e Buzzfeed, l'abito è nero e blu. Pace.
Effettivamente, se scrollate l'immagine immediatamente qua sopra, potete vederlo letteralmente cambiare colore, confermando la bizzarra illusione ottica che lo fa sembrare bianco e oro.
Ora, di grazia, possiamo dimenticarci di questo vestito di merda e andare oltre?

Ormai è un cabarettista d'alto livello, la nostra Christaccia Ingalera: eccola rispolverare la sua epica imitazione di Samantha Jones, con la quale ci fece scompisciare anni fa al Saturday Night Live.
Christaccia, molla tutto e fai uno show di imitazioni tuo. Questo sarebbe un rilancio di carriera coi fiocchi, dammi retta.

Come se avesse avuto qualche motivo per festeggiare, visto che i premi della sua madrepatria non le hanno tributato manco un riconoscimento, Charli si è devastata come una stronza dopo i Brit Awards di ieri sera.
Voglio dire, del resto il sangue inglese non è acqua, ma di solito c'è parecchio alcol dentro.


Abbiamo aspettato la performance di Madonnaccia dovendoci sopportare tutto lo show, nel quale sostanzialmente abbiamo scoperto che ormai Taylor Swift batte Beyonciona pure in Europa, e che Sam Smith, Sam Smith, Sam Smith, Sam Smith.
Quando la Regina delle Tenebre è arrivata, è successa la tragedia. Un volo carpiato all'indietro che ha fatto sussultare tutto il pubblico, facendoci fermare il cuore in tempo limite per un infarto secco.
Nonostante la caduta rovinosa, Madge sta bene e ci tiene a farcelo sapere via Instagram, dove incolpa il mantello di Armani. In realtà, almeno tre ballerini sono già morti dilaniati nel backstage, e la sarta è stata ribaltata dall'interno e Madgezilla si sta facendo degli impacchi col suo sangue per riprendersi.
Vabbè: complimenti per la ripresa fulminea e per esserti rialzata come una vera eroina, Madge.

Qualcuno è già morto per questo.

Ieri Batterihanna, oggi Culona From The Block per Home, il nuovo film della Dreamworks con un cast d'eccezione tra doppiatori e interpreti della colonna sonora (J.Lo si occupa di entrambe le cose perché ehi, lei è un'artista completa).

"Non credo voglia la mia corona. Viviamo in un mondo in cui le persone adorano mettere le donne l'una contro l'altra. E' per questo motivo che mi piace unirmi a chi fa quello che faccio io. E' molto importante supportarci l'un l'altra. L'unica volta che criticai Lady Gaga, fu quando ebbi l'impressione che aveva spudoratamente copiato una mia canzone. Non aveva nulla a che fare con "Vuole la mia corona" oppure "Sta invandendo i miei spazi". Lei sta per conto suo!"
Parole di Madonnaccia in persona spiattellate a Rolling Stone USA, il nuovo numero, che la vede in copertina. E ancora: "Penso che sia una cantante e cantautrice molto brava. La discussione nacque solo quella volta, e ovviamente tutti ci hanno marciato sopra, trasformando tutto in un'infinita faida, che a mio parere è francamente noiosa. E sai cosa? Non mi importa più. Ecco che c'è: un giorno chiuderanno tutti la bocca su questa storia. Vedrete! Ho un piano." (traduzione di Lady Gaga Italia)
Sappiamo benissimo qual è il tuo piano: mangiare il cuore di Gaga con un bel contorno di riso basmati. Ora non le interessa più, pensate un po'. Ci ha basato un pezzo del suo tour, le ha detto peste e corna, l'ha minacciata di andarla a stanare e ora non le interessa più, tanto da continuare a parlarne. Meglio così.
Più che altro, il vero problema è un altro: chi c'è veramente sulla copertina di Rolling Stone? E' Madgezilla anni '80? Madgezilla anni '90? Madgezilla adesso col filtro "miracolo" spalmato sulla faccia e le mani? L'uso di Photoshop sconsiderato è arrivato a un livello tale che ormai non si capisce più a che epoca risalgano le sue foto.

Fuori Jessica Lange, dentro Lady Jazzmanotta: è la notizia del giorno, confermata in modo inquietante dalla stessa madre dei mostri, con un trailer che lascia poco spazio alle interpretazioni.
Gaga sarà nel cast di American Horror Story: Hotel, la quinta stagione del telefilm di Ryan Murphy. Resta da capire se il suo sarà un ruolo ricorrente o un prezioso cameo una tantum, ma di certo la news è ghiotta e fino a ottobre, quando comincerà la serie, ne sapremo di più.
Al di là di tutto, mi sembra evidente che la Stefani ha tutta l'intenzione di puntare alla carriera d'attrice, e questo set mi sembra il modo migliore per lanciarsi sul serio.

Non dal suo nuovo album, purtroppo, che è ancora senza data di uscita, ma dal cartoon della Dreamworks Home, nel quale ci saranno diverse canzoni della nostra Batterihanna.

Come la piuù trucida delle turiste americane in libera uscita, Kagna Perry è stata in Toscana prima del suo concerto milanese e ha deciso di condividere su Instagram i momenti più preziosi della gita.
Il risultato è perfettamente nel suo stile: titilla le palle al David, fa un bocchino alla Torre di Pisa, è schifata davanti alla Venere di Botticelli.
Quanta simpatia, davvero.

A dimostrazione che Christaccia Ingalera può fare davvero tutto con quella bocca, eccola imitare egregiamente le colleghe da Jimmy Fallon. Impossibile non amarla.

Il gossip del momento vuole che Selena Gomez abbia chiuso il suo periodo lesbo e gli strascichi della relazione con Justin grazie a Zedd, col quale si dice scopi al momento.
Il risultato è questo nuovo singolo, che considerati gli ultimi lavori del DJ (G.U.Y. su tutti) mi aspettavo un po' meglio.

E' il momento degli Oscar che amiamo di più: la sfilata di stelle al party Vanity Fair!
E' qui che tutte le sgualdrine pop fanno a gara per chi è più glamouraccia, e va detto che anche quest'anno ci hanno dato delle grandi soddisfazioni. Per una Lady Jazzmanotta ormai sempre più classica, abbiamo una Culona From The Block che non perde un colpo e ha deciso di essere sempre più pazzesca a ogni cambio d'abito.
L'unica che ha davvero esagerato è stata Rita Ora, che voleva puntare sul vedo non vedo ma è finita per risultare un gran mignottone. Guerra a colpi di favolosità tra Christaccia Ingalera, impeccabile, e Beyonciona, che non ha fatto nemmeno troppa fatica per risplendere di luce propria, al solito.


A parte che darei qualsiasi cosa perché Lady Jazzmanotta venisse a casa mia a lavarmi i piatti col look che ha scelto per il red carpet, vogliamo parlare di quando si è presentata sul palco e ha tirato fuori una performance che manda a fanculo tutto il resto per i prossimi dieci anni?
Un omaggio a Tutti insieme appassionatamente che in pochi minuti si è rivelato la miglior prestazione vocale di tutti i tempi per la nostra Stefani, che alla fine si è messa a piangere perché non credeva nemmeno lei di essere riuscita a fare tanto.



Per un cuore ribelle i tempi moderni possono essere un dito al culo, e questo Madonnaccia lo sa bene. Ha stuzzicato i suoi fan per mesi con piccole briciole del suo nuovo lavoro, usando Instagram con una tenacia più adatta a una ragazzina di sedici anni, e alla fine la tecnologia le se è ritorta contro: il suo lavoro è stato sputtanato da una serie di leak selvaggi che hanno sostanzialmente rovinato l'impatto di un album che forse sarebbe stato "troppo" da digerire tutto insieme. Perché Rebel Heart, senza se e senza ma, è il lavoro più sontuoso della sua carriera da diversi anni a questa parte.
Madge è tornata a strafare come un tempo, con un disco da venticinque tracce che tra qualità e quantità regala un risultato prezioso, soddisfacente, finalmente all'altezza del suo nome.
Se l'uscita delle demo abbia condizionato il prodotto finale non lo sapremo mai con certezza, ma a questo punto non importa: l'importante è avere tra le mani il prodotto finito, e rendersi conto che si tratta della migliore Madonna dai tempi del rinnegato American Life, un CD che come questo era personale e viscerale. Rebel Heart ha qualcosa in meno rispetto a tutti i dischi più riusciti della sua carriera, questo è vero: la ricerca della "canzone simbolo", iconica e immortale, è forse venuta meno. Non c'è una Like A Prayer, non c'è una Ray of Light, non c'è una Hung Up. Ma a ben vedere è una fortuna, perché Rebel Heart è un discorso completo dall'inizio alla fine, una raccolta coerente di canzoni che non dimentica nulla di ciò che rende Madgezilla una leggenda del puttan-pop. C'è ricerca musicale, c'è la voce, ma soprattutto c'è la passione più viscerale di una donna la cui vita è stata salvata dalla musica.
Rebel Heart è un concept album esattamente come Confessions: nella fattispecie, è un album sull'amore. L'idea è molto semplice: al di là di tutto, ciò di più prezioso che l'umanità può conservare per se stessa è l'amore di ogni essere umano per l'altro. La "revolution of love" di Madonna può dirsi definitivamente completata con questo album, che analizza ogni aspetto dello spettro dei sentimenti umani, dai più nobili ai più ridanciani.
Grazie all'ottima produzione e alla varietà di suoni, Rebel Heart riesce nell'arduo compito di far dimenticare i disastri fatti con Hard Candy prima e MDNA dopo: due album che cercavano disperatamente di stare al passo coi tempi, e che ci restituivano una Madonna trafelata, inadeguata, al traino piuttosto che trainante. Rebel Heart è invece qualcosa che solo Madonna avrebbe potuto tirar fuori: un cazzo di kolossal come la sua carriera e i suoi fan meritano.
Il singolo di lancio, Living For Love, è un manifesto: l'amore fa male, ma non si può che vivere per l'amore. Diplo produce una potentissima fusione tra house anni '90 e ritmi contemporanei. Infinitamente meno immediata degli ultimi singoli di lancio degli scorsi CD, la canzone si fa apprezzare sempre di più a ogni ascolto, ed è forse la più iconica della raccolta.
Con Devil Pray, Madonna riprende il discorso legato alla spiritualità che tanto la appassiona, e lo porta a un nuovo livello: l'alterazione delle percezioni come nuovo stato dell'animo umano. Il ritmo è ipnotico e l'interpretazione stellare.
Ghosttown è una bellissima electro-ballad che racconta di un mondo post-apocalittico in cui tutto ciò che è rimasto è l'amore. E' forse quella in cui la voce di Madge è più convincente e toccante rispetto alle altre, lasciando in chi ascolta una grande attesa nel vedere come verrà performata live.
Con Unapologetic Bitch si apre una piccola parentesi reggae che ha qualche elemento fuoriposto (le trombette no, grazie) ma resta comunque piacevole, mentre Illuminati è la prima vera sorpresa "bizzarra" della raccolta. Kanye West dimostra di avere qualcosa da dire con un pezzo musicalmente ineccepibile e trascinante.
Bitch I'm Madonna è l'inevitabile momento autocelebrazione con l'inevitabile Nicki Poraccj, fortunatamente anni luce dal disastro I Don't Give A di MDNA, che proponeva la stessa coppia. "Go hard or go home", suggerisce Madge, e non si può non darle ragione. E' il nuovo puttan-pop da ballare: meno ossessionato dalle casse che pompano e più incentrato dal culo che si agita. Non si può non amare.
Hold Tight è in assoluto una delle mie preferite dell'album: è la Madonna epica che tutti amiamo, sempre sull'orlo del gospel più estremo, potrebbe dare grandissime soddisfazioni live. Joan of Arc è la canzone in cui più di ogni altra Madge si mette a nudo e riconosce di essere solo un essere umano, cosa non affatto scontata per un fenomeno come lei. Una ballad che si fonde in modo splendido con l'inciso uptempo.
La bizzarra intro di Iconic, affidata a un mussoliniano Mike Tyson, dà il via a una canzone musicalmente coraggiosa, che però non eccede mai. Il crescendo pre-ritornello si smorza invece di esplodere in un'orgia elettronica come ci sia sarebbe potuto aspettare, ma forse è meglio così. Da ascoltare più che da ballare.
E' probabile che HeartBreakCity sia stata scritta pensando a Guy Ritchie, ma di certo si tratta di un profondo trattato sulla fine dell'amore, sempre sottilmente pervasa da un messaggio di speranza ma interpretata da una Madonna distrutta, devastata e consumata dall'amore.
Body Shop è una delle canzoni più fresche del disco: un po' sitar, un po' banjo, un po' Kansas e un po' Nuova Delhi, è una Madonna che ha dimenticato l'ossessione di essere "moderna" a tutti i costi, e per questo ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Holy Water è un altro capitolo estremamente interessante, nel quale si torna a parlare di religione con fare irriverente, come Madge non si azzardava a fare da tempo. Il groove è sexy nonostante la voce cartoonesca, e il momento Vogue ci regala un momento Deeper And Deeper da brivido.
Inside Out dimostra tutto l'amore di Madonnaccia per il sesso, raccontandolo con delicatezza e un pizzico di malizia. E' la classica canzone trascinante e ben scritta della Madge dei tempi d'oro, che non si fa mancare un ritornello che si incolla al cervello. E' forse la più "classica" del disco ma non per questo meno riuscita.
L'organo si fonde ai beat elettronici in Wash All Over Me, in cui Madgezilla non lesina la sua migliore interpretazione drammatica. Ricorda per certi versi la Like A Virgin da lacrime del MDNA Tour, cresce nota dopo nota, commuove.
Diplo è al timone di Best Night, party song che avrebbe potuto effettivamente essere un po' più movimentata e lascia a tratti l'amaro in bocca, non convincendo appieno. Ma Madge che rappa è sempre un piacere, quindi vale comunque l'ascolto.
Veni Vidi Vici è puro fan service per i fan della Regina delle Tenebre, che racconta la sua storia professionale e personale citando le sue canzoni più famose, da Like A Virgin a Ray of Light. "And when I stroke a pose, all gay boys lost their minds", ricorda Madge, e che cosa possiamo dire per darle torto? Sarà la nostalgia, sarà il citazionismo, ma è una delle mie preferite in assoluto nel CD.
S.E.X. è un ritorno al passato: la Madge più sfrontata mugola di piacere e racconta di manette e cinture di cuoio, ma non convince fino in fondo: poco più di un filler. Il livello torna ad alzarsi con Messiah, epica ballad da titoli di coda di kolossal hollywoodiano.
La bellissima title track, Rebel Heart, chiude la deluxe edition. E' l'Avicii che non ti aspetti, ma soprattutto è la Madonna più autobiografica di sempre. Quando la chitarra diventa protagonista di una canzone di Madonna, c'è da aspettarsi sempre il meglio. E c'è quel vibe da American Life (il disco) che non può non far venire un brivido anche al fan più esigente.
"I won't apologize for being myself", premette Madge in Beautiful Scars, che parte come una ballad ed esplode come un sorprendente pezzo disco anni '70. Segue Queen, un pezzo dalle liriche molto belle ma un po' scontato musicalmente, sostanzialmente un altro filler che non toglie e non aggiunge nulla all'album.
La chitarra torna sovrana nell'ottima Borrowed Time, nella quale Madge mette al servizio del popolo la sua saggezza e torna a declamare l'importanza dell'amore ("‘Cause we're only here to love like there's no tomorrow, so let's live each moment like our time is only borrowed").
Le due tracce successive, Graffiti Heart e Autotune Baby, sono abbastanza trascurabili: specialmente la seconda, tra l'altro esclusiva della Super Deluxe tedesca, che vorrebbe essere un divertissement ma sfigura completamente di fronte alla maestosità della maggior parte delle canzoni dell'album.
A chiudere il tutto, c'è la stoccata finale e forse la più grande sorpresa dopo 24 canzoni che raramente permettono a Madge di scatenarsi, impegnata com'è nel messaggio che vuole lanciare: Addicted, signori, è lì per dimostrare che la Regina sa sempre farci ballare senza pensieri. Un pezzo potentissimo, che si integra perfettamente con il resto di Rebel Heart, e che a mio avviso dovrebbe essere singolo nonostante sia relegato a una sola delle numerosi edizioni dell'album. Da cantare e da ballare come se non ci fosse un domani.
Madonna probabilmente non rinuncerà nell'immediato a spogliarsi e ad essere giovane per sempre (lo abbiamo visto ai Grammy), ma questo non vuol dire che finalmente non sia cresciuta dal punto di vista artistico, tanto da riuscire per la prima volta a dare davvero tutta se stessa in un disco. Ciò che sorprende più di ogni altra cosa in Rebel Heart, al di là dell'ottima produzione, della varietà e dei testi, è che Madge per la prima volta non ha paura di mostrarsi fragile, completamente sincera, completamente innamorata della sua musica. Perché Rebel Heart è il primo disco di Madonna dopo anni che si regge sulle proprie gambe, al di là del personaggio colossale che gli sta dietro.
E' un disco che tutti dovrebbero ascoltare, ma soprattutto è il più grande regalo che potesse fare ai fan. Ecco: per un vero fan di Madonna, Rebel Heart è come mangiare dieci Ferrero Rocher di fila quando ti prende una grandissima voglia di cioccolato nel cuore della notte.
Voto: 9

Sedici anni dopo l'ultimo CD, i Blur tornano il 27 aprile con The Magic Whip, nuovo disco che li rivede insieme per la gioia mia e di tutti i nostalgici degli anni '90.
Il primo singolo, Go Out, trasuda l'ego di Damon Albarn da ogni nota, e ovviamente amissimo.

Non c'è pace per la povera Sasha Fierce, nell'occhio del ciclone per alcune foto senza Photoshop emerse dalla sua pubblicità per L'Oreal e ora per questo scandalo, che coinvolge il suo consorte e un tipo che dice di essere suo figlio.
Rymir Satterthwaite ha 21 anni e sostiene di essere il frutto di una sveltina tra sua madre e Jay-Z: a quei tempi il signor Sasha Fierce non era ancora famoso, e Beyoncé ancora non era diventata la presidentessa del mondo, ma TMZ riporta che Rymir e il suo tutore legale sono assolutamente convinti a dimostrare che i due sono padre e figlio.
Poi voglio dire, la prova è lampante: anche Rymir è un rapper, quindi è una questione di DNA. Attention whore o reale minaccia (ennesima) alla pace in famiglia di Beyonciona? Boh, io nel dubbio comincerei a far mettere i guantoni a Solange.

Nicholas Brendon, che nella sua vita di buono può dire solo di aver passato qualche stagione a fianco della divina Buffy, conferma la sua fama da ubriacone con un nuovo arresto. Cinque mesi dopo essere stato arrestato per ubriachezza molesta in Idaho, ha fatto il bis a Ft. Lauderdale per aver sfasciato una stanza d'albergo e consumato alcol nel minibar per un totale di quasi mille dollari, che si è rifiutato di pagare. I poliziotti, avendolo trovato in condizioni pessime, lo hanno trattenuto e gli hanno regalato un bel mugshot nuovo di pacca da aggiungere alla collezione.
Dopo l'incidente di ottobre, al quale era seguito il divorzio dalla moglie dopo cinque mesi di matrimonio, Nicholas aveva promesso che si sarebbe chiuso in rehab. Ma è evidente che ha confuso il rehab col minibar.

Se ancora non avete iniziato a pensare alla prova costume, you better work bitch!
Santa Spears continua a promuovere la sua linea di intimo più di quanto abbia mai fatto per qualsiasi disco, aggiungendo preziosissimi costumi da bagno alla scelta di capetti che possono avvicinarvi (anche se vagamente) al suo splendore.

Se avete sempre sognato di tirare uova marce addosso a Justin Lesbieber, sappiate che anche un gesto tanto liberatorio può diventare orgasmico se si tratta della lesbica più sexy d'America.
In questo nuovo promo per Comedy Central, scopriamo che le uova in slow-motion sul corpo nudo del Justin sono decisamente arrapanti. Ora chi me la paga, la seduta extra dall'analista?
Seratone dedicato a Stevie Wonder con due regine in formissima che si sono lasciate andare a tutto l'amore che provano per la leggenda del soul.
Oh, fateci caso: Lady Jazzmanotta dice a tutti che il primo CD che ha ascoltato in vita sua era il loro. Che poi già che c'erano, non potevano cantarci Telephone insieme? Boh.

E finalmente è successo: il bel Taylor ha chiesto a Lady Jazzmanotta di sposarlo, donandole un brilloccone a cuore il giorno di San Valentino. E lei ha detto sì!
I due sono stati visti amoreggiare a New York l'altroieri, cenare insieme e poi ridere spensierati all'uscita del locale dove hanno cenato, ma la conferma è arrivata solo in queste ore dalla Stefani stessa, che ha condiviso la lieta novella su Instagram.
Insomma: tutto è ormai pronto per il matrimonio dell'anno. Vi dico solo una cosa: l'abito da sposa di Lady Germanotta. Immaginiamolo.

I cristalli di tutto il mondo hanno tremato di terrore ieri sera, quando Christaccia Ingalera è salita sul campo dell'eventone di basket dell'anno e ha mostrato all'universo come si esibisce una vera leggenda. Kagna Perry, prendi appunti!
C'erano anche Ariana e Nicki ma voglio dire, sono state mangiate e ricagate dalla divina Tampaxtina.


E' la fine del mondo e pensate un po', Ariana Glande lì per lì non ha nemmeno il tempo di tirarsi su la spallina della felpa, perché ehi, innanzi tutto bisogna essere sexy.
Purtroppo il video non finisce bene perché sì, alla fine si scopre che la furia di Maialah Carey è implacabile e la piccola puttanella morirà insieme col resto del genere umano.

No, non me n'ero dimenticato: chiuse le votazioni dei popslut Awards 2015, ho sigillato in un caveau i risultati per proporveli oggi, lasciandovi scoprire come spesso voi popslutters siate una grande sorpresa. Ma vediamo subito i vincitori!

BEST SGUALDRINA: NICKI MINAJ

Con il 31% dei voti, Nicki Poraccj batte di un soffio Ariana Glande, che si ferma al 30. Terza, e dico solo terza, la nostra Madonnaccia, con un misero 21%. Come al solito rischiamo grosso con il furore della Regina delle Tenebre.
Segue Iggy Azalea con il 10%, e fanalino di coda è la glorioso Culona From The Block con l'8%.

BEST SINGLE: LIVING FOR LOVE

Ah, ecco. Ci siamo ripresi in corner dando l'oro per il miglior singolo a Madgezilla, che vince con il 28% dei voti. Segue Fancy di Iggy Azalea ft. Charli XCX, che prendono il 25%.
Anaconda di Nicki guadagna il bronzo con il 21%, chiudono All About That Bass (13%) e Break Free di Ariana (12%).

BEST VIDEO: G.U.Y.

Il primo dei popslut Awards vinti quest'anno da Lady Jazzmanotta, che ancora una volta si conferma la più premiata della competizione. Trionfa con un abbondante 44%.
Segue Dark Horse di Kagna Perry (17%), mentre le altre briciole se le spartiscono 7/11 di Beyoncé (14%), Fancy (13%) e Booty (12%).

BEST ALBUM: ULTRAVIOLENCE

Con mia grande sorpresa, è Lagna a vincere l'award per il miglior album, con il 36% dei voti. Avete fatto arrivare seconda Sia con il 33%, terza Taylor Swift con il 15%, e quarta Nicki con The Pinkprint (13%).
Iggy Azalea strasconfitta e ultima, con un misero 4%.

BEST FEATURING: LADY GAGA E CHRISTINA AGUILERA

Proprio come ai Grammy, Christaccia Ingalera riceve un popslut Award insperato grazie al suo duetto con Lady Germanotta, che è il preferito dell'anno per il 34% di voi.
Per il 23% avrebbero dovuto vincere i Royksopp con Robyn, mentre il 19% ha preferito la caciara di Bang Bang. Il 15% ha votato il duetto Shagura Batterihanna, mentre solo il 15% si è fatto colpire dal tripudio di chiappe in Booty.

BEST PORACCIA: SUOR CRISTINA

La suora che si crede Madonnaccia ha vinto con un poderoso 51%, confermandosi decisamente la più poraccia di tutte. Azealia Banks, con il 20%, è fallita miseramente anche nel tentativo di vincere questo premio.
Seguono il bimbo diva Brendan Jordan con l'11%, Solange con il 10%, e la mamma di Honey Boo Boo con il 7%, che essendo in fondo alla cinquina a ben vedere si qualifica come l'ultima delle poracce.

BEST TOUR: ARTRAVE

Lady Germanotta si porta a casa il terzo oro grazie al suo tour, votato come il migliore dell'anno con un indiscutibile 54%. Puttanah Montana segue con il 23%, mentre i fanalini di coda sono Kagna Perry (16%), One Direction (4%) e Demi Lovato (3%).

BEST REVELATION: ARIANA GRANDE

Mi sembrava strano che la nuova baldracchetta della porta accanto d'America non vincesse nulla: Ariana è la rivelazione dell'anno con il 37% dei voti, seguita da Iggy Azalea con il 28%.
Charli XCX piace al 22% di voi, mentre in coda ci sono Meghan Trainor (11%) e Lucy Hale (2%).