my everything di ariana grande, la recensione


Nel 1999, Billboard definì il nuovo album di Mariah Carey, Rainbow, come "una preziosa collezione di ballate in chiave hip hop, che ben rappresenta la musica di fine millennio" (lo dice Wikipedia, quindi fidatevi). Mariah completava con il disco, e poi anche con Butterfly, ciò che ha il pregio di aver portato nella musica contemporanea: il mix perfetto tra R&B e hip hop, condito da gorgheggi e acuti assortiti.
Rainbow, dicevamo, era un signor disco, meritevole di aver portato qualcosa di nuovo che poi in moltissimi hanno ripreso. Quindici anni dopo, ascoltando My Everything, si ha un'amara e spiacevole sensazione: le case discografiche sanno che la stella di Mariah Carey si è definitivamente spenta, e hanno cercato in tutta fretta di trovarle una sostituta. Ovviamente Ariana Grande non sarà felice di sentirsi paragonata alla Mimi ogni tre per due, ma c'è da dire che con questo disco poco fa per evitare il confronto.
Che poi due cantanti si somiglino dal punto di vista artistico ci può anche stare, ma ciò che stupisce è proprio come My Everything, a parte i due singoli di lancio, sia assolutamente fermo al 1999 (anno di uscita di Rainbow della Carey, appunto) come sound. Denunciando la commerciabilità facile come primo interesse, l'album di Ariana scorre sulla discografia di oggi come acqua fresca, rivelandosi completamente inutile se non per qualche ascolto distratto.
Presa da Nickelodeon e completamente reinventata nel look dopo un inizio di carriera nella musica non esattamente esaltante, Ariana ha centrato l'obiettivo di attirare l'attenzione e scalare le classifiche. Sia Problem (con Iggy Azalea) che Break Free (prodotta da Zedd) hanno del resto il pregio di essere due ottimi pezzi. Peccato che si rivelino due specchietti per le allodole e niente più: il resto del disco è puro R&B urban senza personalità. Non orrido né fatto male, intendiamoci, ma talmente già sentito da stupire che non sia disponibile in musicassetta.
Quindici pezzi nella versione deluxe, dove Problem e Break Free sono decisamente il top, e ci finisce pure Jessie J con Bang Bang, stranamente infilata anche qui. Tra la marmaglia si distinguono Best Mistake I Ever Had con Big Sean, un po' più frizzante del resto e con un accenno di modernità, Love Me Harder con i Weekend, che ha un vibe anni '80 se non altro studiato, e soprattutto la title track My Everything, che a conti fatti seppur totalmente classica e una bella ballatona.
Per il resto, la delusione è totale, e non saprei dire nemmeno quanto un sound così antico possa pagare in classifica. Sicuramente andrà benino in USA, dove il personaggio Ariana è esploso su larga scala. L'opportunità di lanciare una carriera esemplare è però rimandata al prossimo tentativo. Nel frattempo, l'ultimo album di Mariah Carey è decisamente migliore.
Voto: 5