viva forever!, lo spice musical: la recensione di annabelle bronstein

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A giugno cadrà il sipario sull'ultimo evento che è riuscito a rimettere le Spice Girls insieme, anche se solo per una sera: ovviamente sto parlando di Viva Forever!, il musical non con, non sulle e nemmeno delle Spice, ma semplicemente lo Spice Musical.
Spice Musical che ha visto, per un motivo o per l'altro, la fine molto prima di quanto previsto. So che alcuni di voi sono corsi a vederlo quando ancora sembrava tutto ancora un successo stratosferico, mentre altri correranno ai ripari e andranno a vederlo prima della chiusura definitiva.
Per tutti loro, e anche per chi come me alla fine non riuscirà a vederlo affatto, eccovi qui una preziosissima recensione direttamente dalla nostra Annabelle Bronstein, padrona di casa del blog Il Pisello Odoroso (cliccate subito per visitarlo dopo aver letto la rece). Mia cara amica e compagna di Spice mania da anni, Annabelle era l'unica persona al mondo in grado di esaurire l'argomento con una recensione semplicemente definitiva di Viva Forever!. Lascio quindi lo spazio alle sue parole. Enjoy!

Carerrimi popslutter, ecco in esclusiva la mia personalissima recensione su Viva Forever!, il fantamegagalattico musical con le canzoni delle Spice girls. Partiamo dal presupposto che sono un fan accanito delle Spice, ma cercherò di essere ovviamente molto oggettivo nelle prossime righe.



L’acclamatissimo Mamma Mia!, scritto tra gli altri da Judy Crymer (produttrice di Viva Forever!) nonostante il grande successo, a me personalmente non è che abbia entusiasmato chissà quanto, neanche nella recente trasposizione cinematografica con la favolosa Meryl Streep. Ma torniamo a Viva Forever!. La storia scritta da Jennifer Saunders è incentrata su Viva, una giovane ragazza inglese che vive con la madre Lauren su una barca attraccata sulle rive del Tamigi. La nave neanche a farlo apposta si chiama Old Spice. Viva e le sue tre migliori amiche Luce, Holly e  Diamond hanno fondato un gruppo, le Eternity e partecipano al reality show Star Maker per diventare famose. Ovviamente le ragazze si fanno notare, e suggellano il successo raggiunto con un tatuaggio che simboleggia proprio il loro gruppo. Ma la perfida vocal coach del programma decide di sfasciare tutto proponendo alla sola Viva di continuare la sua scalata al successo nel reality, vincendolo. E diventando una star. Ma la fama è truffaldina, e se un giorno sei al top, il giorno dopo puoi rastrellare il barile. Per cui viva, inseguita dai paparazzi, e finita alle cronache perché adottata dalla madre, decidere di mollare tutto e scappare in Spagna con Angel, assistente musicale di Star Maker, di cui inevitabilmente si innamora (e ci credo, è un Bono supermegagalattico!). A riparo dallo stress che la notorietà improvvisa le impone, in realtà i vertici della trasmissione raggiungono Viva in Spagna per farla rincontrare con la sua vera madre. Il finale non ve lo spiego, ma voglio sottolineare che se per quanto banale, in realtà tutta la storia è condita di uscite comiche tipicamente inglesi e davvero spassose. Per esempio Suzi, amica della mamma di Viva è un’audace quarantenne, con il pallino dello sport e dall’alcool facile che con gag e uscite eclatanti e fuori luogo farà riscoprire l’amore a Lauren, la mamma di Viva, incoraggiandola a vedere Mitch, suo amico storico. Oppure gli assistenti del reality show: il gay fashionaddicted che rifarà il look alle ragazze antagonista dell’odiosa vocal coach, e poi Minty, assistente di produzione, che parla per ashtag come se stesse continuamente twittando, dallo humor tipicamente inglese che condisce con freddure ed uscite inaspettatamente spiritose la sua presenza sul palco.

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La tracklist dello spettacolo è così composta:

Atto I
Wannabe
Let Love Lead the Way
Right Back At Ya
Denyng
Too Much
The Lady Is A Vamp
Look At Me
Saturday night Divas
Stop
Do It
Say You’ll Be There
Goodbye/Mama
Headlines (Reprise)

Atto II
Move Over/Tell Me Why
Mama/Times Go By/Headlines
Who Do You Think You Are?
Spice Up Your Life
Times Go By (Interlude)
Viva Forever
2 Become 1
Headlines

Outcome
Wannabe/Spice Up Your Life
Stop
Who Do You Think You Are?

Direi che c’è tanta roba. La regia dello spettacolo è dinamica e ben costruita. La cosa che a me ha colpito di più è sicuramente l’inaspettato utilizzo delle canzoni all’interno della storia. Soprattutto quelle di Forever. Right back At Ya diventa un inno alla voglia di scoprire il mondo, e alla realizzazione, le Eternity lasciano la Old Spice e vanno alla ricerca di affermazione in giro per Londra. Do It diviene manifesto della voglia di realizzarsi e di dimostrare quanto si vale, mentre Goodbye/Mama vengono cantate in mash up da Viva che saluta così la madre, e Lauren che saluta la figlia che diventa una star. Con Spice Up Your Life esplode la festa in Spagna, Viva finisce nell’arena ed è un’esplosione di colori e movenze pop. Viva Forever suggella l’amore tra Viva e Angel, che gliela dedica cantando il ritornello metà in inglese e metà in spagnolo. La scena si chiude con un bacio appassionato fra i due, e gli applausi del pubblico.


Citazioni

Il racconto del musical in realtà è condito di citazioni dallo Spice World. Riguardando la storia di Viva in realtà si rivive la storia delle Spice Girls. Il successo immediato, l’abbandono di Geri ed infine la Reunion. I momenti salienti di questa carriera ci sono tutti. E vengono ovviamente rivissuti dai protagonisti sul palco. La nave, lo già detto, si chiama Old Spice, ed è un vero e proprio personaggio, oltre che scenario dei sogni di Viva e le sue amiche. Viene molto spesso citata dalla madre Lauren, da Viva che ogni volta che torna la saluta e da Suzi che ci interagisce in un piccolo monologo proprio come fosse un personaggio reale. Stop viene presentata dalle ragazze riproponendo l’esibizione storica delle Spice girls ai Brit Awards. Viva Forever viene presentata con la chitarra acustica a doppia voce che ricordando molto il duetto con Luciano Pavarotti. Headlines chiude il cerchio, con le ragazze che si ritrovano e tornano finalmente ad essere un gruppo. E poi vabbè impossibile dimenticare che Jennifer Saunders è una vecchia conoscenza delle Spice poiché prese parte al memorabile video di Who Do You Think You Are? per il Comic Relief del 1997 come sosia di Geri nelle Sugar Lumps. Tra il primo e il secondo atto, proprio quando lasciamo Viva alle prese con la difficile gestione della fama vengono proiettati dei video di star di tutto il mondo e immancabili, ovviamente, appaiono Victoria e David accompagnati da un boato del pubblico. Posh always win!

I momenti più divertenti.
Ovviamente i momenti divertenti sono tanti. Minty, Assistente alla Produzione di Star Maker è sicuramente il personaggio più riuscito. Un’assistente tutto fare, timida ed introversa che parla come se stesse twittando e dice qualsiasi cosa le passi per la testa senza filtro. Nell’act spagnolo del musical appare prima con la crema solare in faccia e poi tutta ustionata. Dettagli che la rendono simpatica a sproposito e che fanno di lei, a mio avviso, il personaggio più collaudato e riuscito. Altra coppia da dieci e lode sono Lauren, la mamma di Viva, e Mitch il suo compagno che mettono in scena un divertente e delirante approccio sessuale sulle note di 2 Become 1. Il testo interpretato dai due ultracinquantenni diventa una parodia dell’amore stesso apparendo divertente sopra ogni aspettativa.

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Cosa non va?
Il punto cruciale è questo. Cosa non va in Viva Forever!??? Bene, ho cercato di darmi delle risposte in merito, ma non sono estremamente convinto. Dal punto di vista produttivo non esistono pecche. Lo spazio scenico è ben gestito, la nave esce e ruota permettendo una buona riuscita e dando l’impressione che sia il paesaggio a muoversi e cambiare intorno ai protagonisti, e non il contrario. Anche la regia è ben curata, non ci sono né sbavature né momenti morti. L’attenzione, anche nelle ballad, è sempre alta. Il cast è ben formato, e dal vivo hanno una resa più che ottimale. Per la prima volta devo ammettere che le canzoni sembrano sia cantate realmente. Il punto debole è sicuramente l’appeal della storia. Anche se vengono citati valori importanti, come l’amicizia, la famiglia e il talento vero e puro, in realtà il discorso reality show porta tutto ad un livello più basso. Certo è che oggi giorno non penso ci sia stato altro canale comunicativo espressivo migliore di questo, ma forse è proprio in questo punto che lo spettacolo scricchiola. E devo ammettere, che forse i tempi non sono stati troppo maturi. Nel senso che le Spice girls, seppure fenomeno di costume internazionale, purtroppo non godono di un seguito, oggi, talmente alto e riconoscibile da poter rendere appetibile una storia come questa con tutti loro più grandi successi. Le Spice, per quanto importante sia stato il loro successo, in realtà sono un prodotto talmente recente, che nel contesto musical perdono un po’ di credibilità. Basti pensare che il più famoso Mamma Mia! ha debuttato per la prima volta a Londra nel 1999 ben quasi trent’anni dopo i successi degli Abba. Ecco secondo me forse non era ancora il momento di trasformare le Spice in un brand da musical. Forse si doveva attendere ancora qualche tempo, e si potevano sicuramente inventare una storia più solida. Concludo sottolineando che ovviamente, come la prassi vuole, il musical sia stato accolto in maniera assolutamente devastante dalle stampa inglese. Come nella tradizione delle Spice, anche il musical è stato letteralmente distrutto dalla critica. Basta andare su google per trovarne di ogni a riguardo e rendersi conto che in realtà sono stati letteralmente massacrati. Tutto sommato non è che mi sia sembrato meno di altri musical in giro ultimamente, se non forse, come già detto, per una storia debole per alcuni punti. Ma tutto qua. In realtà a me è sembrato di capire che la sala (pienissima quasi sold out) del Piccadilly Theatre abbia ampiamente gradito lo spettacolo. Ovviamente, come accade agli eventi Spice, ci si aspetta di trovare trentenni. Invece la platea era formata per lo più da donne, tra i 40 e 50 e ragazzine. Modesta la presenza omosessuale, al contrario di quanto ci si possa immaginare. Mi piace concludere dicendo che in realtà, nonostante tutto quello che si possa dire le Spice restano un fenomeno di costume, che ha contribuito a cambiare il mondo della musica pop mondiale. E proprio sul finale del musical se ne ha la totale percezione perché il cast ripropone le hit del gruppo solo ad uso e consumo del pubblico in sala. Così l’appeal degli inglesi svanisce e ci siamo ritrovati tutti insieme a ballare e cantare Wannabe/Spice Up Your Life, Stop (con l’immancabile coreografia) e Who Do You Think You Are?, con le protagoniste vestite come nella famosissima esibizione dei Brits del 1997. Ecco, sono proprio questo le Spice girls, che ci piaccia o meno. E anche per questa volta, bè, Mission Accomplished!

Voto Finale: 6,5.

NB.
Successiva al mio rientro arriva la devastante notizia che il musical è stato cancellato, ed andrà avanti fino al 29 giugno del 2013. Bene, non vi racconto lo sgomento e la devastazione che mi hanno invaso. Se però volete ancora vedere questo spettacolo, ed io ve lo consiglio assolutamente, inutile prenotare i biglietti prima online a cifre esose. Basta andare la mattina dalle ore 10 alle  ore 18 presso il botteghino del Piccadilly Theatre e accaparrarsi un biglietto per la Royal Circus, così come ho fatto io, a soli 20 sterline. Che così, credetemi, è ancora più bello!

Annabelle Bronstein