pink friday roman reloaded di nicki minaj, la recensione

Photobucket
Ogni epoca del puttan-pop ha la propria prezzemolina: questi sono gli anni di Nicki Minaj, che ha iniziato da un featuring con Mariah Carey (Up Out My Face) per finire per collaborare praticamente con la chiunque. La consacrazione negli ultimi mesi, con Madonnaccia che la prende sotto la sua ala protettiva e le dà molto più spazio di quanto avesse mai concesso a chiunque altro su un solo album (Justin Timberlake a parte).
Nicki è ovunque: confrontata con lei, gente come Rihanna e Katy Perry sono delle lavative che non hanno voglia di fare una ceppa. E tra un featuring e l'altro, ovviamente la nostra Poraccj trova anche il tempo di lanciare il suo primo album,
Pink Friday. Se qualcuno la trova un'involuzione bizzarra di Lil' Kim, a cominciare da Lil' Kim stessa che le dedica versi bollenti di cortese disprezzo, molti altri scoprono un rinnovato amore per l'hip hop, il rap e l'R'n'B.
Photobucket
Nicki è la donna giusta al momento giusto, la sdoganatrice di porto di un genere che nel puttan-pop sembra destinato a restare in disparte per esplodere nel bridge, un nuovo faro nella notte dei versi in rima cantati in velocità.
L'indemoniata snocciola le sue rappate in un disco che piace a pubblico e critica, ma ancora non è abbastanza. Seguono altri featuring di prestigio, apparizioni ovunque, fino a quando il matrimonio con Madgezilla non spalanca le porte al momento più propizio per far uscire il secondo, attesissimo album.
In
Roman Reloaded le due anime di Nicki si incontrano e vengono portate al massimo, in un album spaccato in due come non si vedeva da tempo. La prima parte è hip hop allo stato puro con inevitabili inserti R'n'B, la seconda esplode in un pop danzereccio senza vergogna, in grado di rivaleggiare alla pari con tutte le sgualdrine pop per le quali finora ha fatto solo featuring. Nicki, sostanzialmente, lancia una minaccia programmatica che sa molto di cavallo di Troia, dove la parola chiave evidentemente non è 'cavallo': "Posso brillare anche senza di voi, stronze". E cavoli, se è vero.
Photobucket
La prima parte del disco, dicevamo: Roman Holiday apre con un'orgia di versi minajiani difficile da digerire, ma altamente spettacolare. Ormai siamo abituati a quello che può fare con le rime, e tuttavia riesce ancora a stupirci.
In Come On A Cone Nicki promette cazzi in faccia, in I Am Your Leader si lascia andare al lato dark aiutata da Cam'ron, per un inizio gangsta che lascia spazio poi all'ottima Beez In The Trap, splendido esempio di hip hop ipnotico "vecchio stampo".
Con Hov Lane le cose iniziano a farsi più pepate e veloci, con il basso che comincia a pompare, continuando così nella title track Roman Reloaded con Lil Wayne, dove ironicamente Nicki scherza sul fatto che non è pop e non vuole esserlo.
Champion apre la parentesi più R'n'B del disco, ben attento a tenere le proprie anime separate. Nas, Drake e Young Jeezy tutti insieme per un lavoro di comitiva ottimamente orchestrato.
Right By My Side chiama in campo Chris Brown, tristemente inevitabile in una rosa di collaborazioni che prende il meglio del momento. La canzone scorre senza particolari guizzi, pur restando piacevole e un probabilissimo singolo.
Sex in the Lounge apre timidamente la strada alla parte più pop dell'album, chiudendo idealmente con un mix riuscito di R'n'B e rap.
Irrompe finalmente Starships, ultimo tormentone in linea temporale di Nicki, ultimo lavoro davvero esplosivo di RedOne. Inizia la parte di Roman Reloaded in cui non si può fare a meno di ballare. In questa canzone c'è tutto: ritornello catchy, reminiscenze elettroniche da DJ riempipista, salti. E si continua così nella strepitosa Pound The Alarm, probabilmente persino miggliore di Starships. Ancora RedOne, ancora "oh-oh-oh", ancora crescendo, ancora rap toglifiato, ancora ritornelli irresistibili. Non c'è niente di particolarmente sconvolgente in termini di novità, se non il fatto che tutto il puttan-pop viene condensato in tre minuti di ottovolante. Irresistibile.
Se con questi due pezzi Nicki ha rimesso al suo posto Rihanna, con Whip It eccola far diventare verde di rabbia J.Lo e Pitbull. Party latineggiante con inserti rap, con la differenza che Poraccj fa tutto da sola, e lo fa bene.
Da J.Lo si passa velocemente a Britney, con Automatic: produce non a caso Dr. Luke, c'è il bridge dubstep, è puro pop.
In Beautiful Sinner ecco Nicki interpretare Kelly Rowland, mettendo un po' troppo a nudo la voglia di lanciare pezzi ballabili. Ok, balliamo tutto, ma qui non c'è davvero niente di davvero suo. Riempitivo.
Momento ballad con Marilyn Monroe. Sarà il calibro del nome che viene tirato in ballo, sarà l'ardire di paragonarsi a Norma Jean, ma ci piace.
Photobucket
Di nuovo Dr. Luke in Young Forever, che evidentemente continua la sezione power ballad del disco. Un po' Beyoncé, ma evidentemente meno portata per questo genere non fosse altro per la voce che proprio quella non è, si tratta di una pagina debole dell'album.
Fire Burns conclude la parentesi "lenta" con una serie di maledizioni ai suoi ex, divertente da ascoltare.
Ottima
Gun Shot, con l'ovvio omaggio reggae alle sue origini (Trinidad). Suona un po' come una pagina messa per dovere, ma fa ondeggiare allegramente sognando la spiaggia.
Stupid Hoe chiude la standard edition di Roman Reloaded, con una canzone talmente folle da risultare ancora oggi irresistibile. La puttana stupida in questione non è solo Lil' Kim, ma con ogni probabilità qualunque sventurata decida di criticare la nostra Nicki. E di fronte a questa bomba, io non mi permetterei di dirle una sola parola.
La deluxe ci offre in più un'altra bomba danzereccia, Va Va Voom, la collaborazione di Nicki con David Guetta, Turn Me On, e infine la trascurabile Masquerade.
Alla fine del (lungo) ascolto che offre, Roman Reloaded spiazza in primis per essere un album a compartimenti stagni. Se da un lato va premiata la varietà, di sicuro stupisce vedere con quanta cura le varie canzoni siano state sistemate in un ordine logico che le raggruppa per generi. Forse sarebbe stato più interessante passare da un tipo di brano a un altro, o cercare di mischiare più anime in uno stesso brano.
Roman Reloaded ha chiaramente l'ossatura di un disco che vuole essere di consacrazione, salire alto in classifica e sfornare singoli a raffica. Se non ora quando, sembra dire iustamente Nicki, ed è difficile darle torto. Strato su strato, la quantità sfida la qualità uscendone persino vincitrice, e per ogni genere c'è almeno una canzone ottima. Quando e se la nostra Poraccj riuscirà ad amalgamare il tutto allora potrà dirsi un'artista completa. Al momento è "solo" un'artista cazzuta, che sa chiaramente quello che vuole ("detronizzare Jay-Z", come ha dichiarato di recente), e che ha deciso di mettere al fuoco quanta più carne possibile, dal commerciale più commerciale allo sdoganamento di altre cose meno digeribili.
Ci sono molte cose che vale decisamente la pena ascoltare nell'album, che pertanto consiglio caldamente: se esiste la fotografia perfetta della musica di oggi, la sua didascalia è decisamente Roman Reloaded.
Voto 7