mercoledì 22 settembre 2010

don't ask, don't tell confermato: la reazione di lady gaga

La futura Presidentessa di Tutte le Galassie ha fallito il primo impegno politico serio nel quale abbia messo anima e corpo: l'abrogazione dell'emendamento Don't Ask, Don't Tell.
Servivano sessanta voti per fare in modo che si dicutesse sull'abrogazione di questa ingiusta prassi sull'omosessualità nell'esercito e affini, ma i senatori repubblicani sono riusciti a fare in modo che non accadesse.
Oggi, sul sito ufficiale di Lady Germanotta, leggiamo un messaggio scritto di suo pugno:
"Oggi è un giorno di enorme disappunto, per me e per molti giovani americani. Non solo perché il Don't Ask, Don't Tell non è stato abrogato dai nostri senatori, ma soprattutto perché una procedura legislativa è stata utilizzata a sproposito per bloccare il dibattito pubblico (...).
Queste procedure antiquate hanno la meglio sulle abrogazioni, sui bisogni dell'America e, oggi, sulle necessità dell'esercito americano.
Continuerò a combattere, non mollerò. Sono coinvolta nella lotta per i diritti della comunità LGBT e dell'SLDN e continuerò a coinvolgere quanti più giovani possibile, e a convincerli a interessarsi politicamente del loro futuro".
Ora, per quanto il problema del Don't Ask sia lontano dal nostro orizzonte e faccia a cazzotti con le spinte pacifiste di alcuni di noi (almeno con le mie), io credo seriamente che Lady Germanotta sia stata un ottimo esempio per tutte le sue colleghe, in questi giorni.
Nei commenti del post di ieri sull'argomento ho letto che alcuni di voi la vedono come una mossa commerciale per accattivarsi il pubblico gay. Perdonatemi, ma se c'è una cosa che Stefani non ha bisogno di fare è conquistare una fascia di pubblico che le è già assolutamente devota. Abbiamo visto moltissime sgualdrine pop infrocirsi all'improvviso per allargare il proprio target, ma Stefani non è Anna Tatangelo che canta Il mio amico a Sanremo.
Tra l'altro, questo era un discorso politico e sostanzialmente noioso, non un generico "Diritti ai gay" o "Sì, ho un sacco di amici finocchi, vi adorooooo". La Regina di Tutte le Galassie si è esposta in prima persona e, piuttosto sinceramente, ha dichiarato che cosa l'ha spinta a farlo: far avvicinare i giovani alla politica. Che debba essere una diva del pop a farlo è di sicuro un male dei nostri tempi, ma di sicuro un male minore. A ogni epoca i propri leader.
Per far accorrere i gay ai propri concerti, Lady Germanotta non ha bisogno di lanciare appelli al Senato degli USA: le basta vestirsi da matta e fare video meravigliosi. E' vero che delle volte esagera e che è troppo incastrata nel suo personaggio, ma io credo che sia in questi casi che esce fuori veramente quella traccia di umanità che deve aver appreso dopo tanti anni sul nostro pianeta.
Grazie, Stefani.

5 commenti:

Enrico* ha detto...

Sono d'accordo con te. E poi anche se fosse una mossa pubblicitaria, basta che giovi alla causa, no?

Orange ha detto...

Ribadisco: la penso esattamente così.
Mi spiace che sia stata approvata l'abrogazione dell'emendamento Don't Ask, Don't Tell però questo tutto sommato può essere considerato un punto di partenza. Un modo per iniziare ad interessarsi realmente alla causa, come sto facendo io adesso e come stanno facendo molti altri.

Anonimo ha detto...

Penso che questo sia uno dei tuoi post migliori.
Complimenti.

Anonimo ha detto...

Posso dissentire?
Una popstar che alza la voce per il "Don't Ask, Don't Tell", facendo intendere di battersi per la causa gay, sotto sotto fa il gioco dell'America guerrafondaia, spostando l'attenzione su un "problema" (sempre ammesso che lo sia, io ho ormai 40 anni e non l'ho dichiarato a nessuno, se non ai miei partners) dei gay arruolati nell'esercito, e distogliendola dai disastri che lo stesso esercito combina a destra e a manca (i morti si contano ormai a MILIONI). Una conferma che la satanica GaGa sarebbe una marionetta dei poteri forti, e di quanto l'attenzione verso il pubblico omosessuale sia funzionale a lei quanto ai suoi sostenitori. Non per niente, su tanti blog "gay" che visito, MAI sentito parlare di guerra, o di Medio Oriente, ok a volte si parla di Israele ma solo come meta del turismo gay.... per contro, si parla tantissimo di lady GaGa. Ma voi non vi scandalizzate mai per le ingiustizie del mondo? Non esiste un punto di vista "gay" sulle guerre ingiuste dei nostri giorni? Oppure essere "gay" consiste anche nell'essere sistematicamente cinici e menefreghisti riguardo a ciò che succede là dove si spara a gente innocente, bambini compresi, e battersi solo contro ciò che pregiudica l'esercizio della propria (omo)sessualità? O semplicemente esiste un "Don't Ask, Don't Tell" nell'ambiente gay su questi argomenti?
Sarebbe un'ideologia perfetta per i poteri forti, se potessero la applicherebbero a tutto il genere umano, su tutto il pianeta, e fin da piccoli. Scommetto che già lo stanno facendo, anche con l'aiuto dell'innocua Germanotta e compagnia cantante.
Saluti pacifici.

Anonimo ha detto...

tutto fa brodo...

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