Ammiriamola: Madonnaccia è così magnanima che, dopo aver staccato la testa alle proprie vittime, le veste di tutto punto e se le porta in giro per eventi mondani!
Ecco a voi la Regina delle Tenebre al lancio di Material Girl, l'esclusivissima linea di abiti e accessori disegnata per Macy's insieme con sua figlia Lola.
E proprio Lourdes ha scritto un lungo, interessantissimo post sul blog ufficiale del grande magazzino. Qui, tra le altre cose, ci fa sapere che adora il look anni '80 e che la sua band preferita sono i My Chemical Romance.
Non solo: Lola ci informa che quando compirà quattordici anni sua madre le permetterà finalmente di tingersi i capelli. Considerando che le ha concesso di usare il decespugliatore per le sopracciglia solamente l'anno scorso, direi che è un bel passo avanti.



Su L'Uomo Vogue Japan di settembre verrà finalmente svelato uno dei segreti più scottanti dei Germanotti: possono cambiare sesso come e quando vogliono!
Una mezza idea ce l'eravamo già fatta quando la Regina di Tutte le Galassie era comparsa sul palco con il pacco in bella mostra, ma ora grazie a questo photoshoot di Nick Knight possiamo ammirare la completa mutazione di Stefani in un bel figo con tanto di alias: Jo Calderone.
Oddio, bel figo. Sembra uno sfigato anni '80 coi muscoli facciali paralizzati dall'elettrolisi ma ehi, vorreste dire che non uscireste con Lord GaGa?







Non per dire, ma nel caso non ve ne foste accorti Santa Spears ha compiuto un nuovo miracolo, reincarnandosi in una pazzesca stilista di fama mondiale!
Britney ha smesso di essere semplicemente il volto spaesato della glamouraccissima linea Candie's: ha preso le forbici in mano e con il sudore della fronte ha cucito un'intera collezione di abiti, accessori e scarpe. Ok, in realtà a farlo materialmente sono stati dei bambini in Cambogia ma ehi! Volete mettere come vengono meglio le cuciture, con quelle manine piccole?
Britney è assolutamente favolosa, mentre viene presentata come fashion queen e ci spiega la sua collezione per Candie's con enfasi. E vi assicuro che quello è il massimo grado di enfasi raggiungibile quando i liquidi del tuo corpo sono composti al settantadue per cento di Lexotan. Non lo sapessi, ma lo so.

Dopo averci rovinato l'estate con la mania di Waka Waka, Shagura ha portato la sua canzone non si è capito ancora cover di cosa a Glastonbury, di fronte a una folla adorante.
Shagura ha dimenato il bacino come solo lei sa fare, aggiungendoci anche
She Wolf e Le chiappe non mentono.
Favolosa.



Ecco, fatemi parlare di qualcosa di serio: Robocop Spice si è fatta le extension!
Eccola qui favolosa, a Cannes con Romeo, mentre cerca di vincere il campionato di totale assenza di espressioni facciali se non quella: "Sono troppo posh per preoccuparmene".


Il Pride di ieri non lo dimenticherò mai. Speciale come tutti i Pride, certo, ma per molti motivi speciale un po' più degli altri.
Io l'ho vissuto con una particolare predisposizione d'animo: amareggiato per quanto sta accadendo nella mia città, Roma, nella quale l'occasione immancabile di manifestare il proprio orgoglio si è trasformata in un amaro campo di battaglia tra associazioni e ring di recriminazioni e bassezze a più non posso, tanto da rendere preferibile (almeno per me) non partecipare, ho riversato su Napoli tutta la mia voglia di esserci, farmi vedere, chiedere diritti e festeggiare con la comunità LGBTQI.
E con me, tantissimi altri: in più di trecentomila parrebbe, e con tanto di sindaco Iervolino entusiasta. "Il Pride di consensi", l'hanno chiamato, e sicuramente in buona parte si è trattato di questo: mai vista un'atmosfera così festosa e gioiosa, mai vista Napoli così. Un percorso lungo, lunghissimo (troppo?): oltre sei chilometri, con un atroce momento in salita (alcune trans stavano semplicemente sciogliendosi sui tacchi), a tratti mortificato da lavori in corso e deviazioni. Sfiancante quindi, ma trionfale l'arrivo a Piazza del Plebiscito.
Un trionfo, molti lo hanno definito un trionfo. Forse perché siamo riusciti a strappare alla ministra Carfagna le seguenti parole:
"Io, per convincimento personale e per il ruolo che svolgo, non posso che stare dalla parte di chi chiede di cancellare le discriminazioni, annullarle, e si batte contro tutti i pregiudizi, compresi quelli legati all’orientamento sessuale o alla differenza di genere. Davanti a manifestazioni come queste il compito delle istituzioni è quello di aprire le orecchie e ascoltare". Verrebbe da chiedersi se dobbiamo davvero accontentarci di una dichiarazione del genere dopo tanta fatica ma ehi, dovremo pur confrontarci con le istituzioni.
Quindi: bellissimo Pride, bellissima gente, bellissima atmosfera. Tuttavia, ciò che ho letto oggi in giro per la blogosfera (un po' meno sui giornali, che del Pride non sembravano avere tutta questa urgenza di parlare) suggerisce qualcosa che, secondo il mio modestissimo punto di vista e per quello che mi è successo, è un filo lontano dalla realtà. In giro si legge di una città compatta e unita dalla parte dei manifestanti, un'intera moltitudine festosa, un paradiso di consensi, con nonnini, nonnine, bambini tutti presi dal Gay Pride. Vero. Ho visto signore anziane alle finestre ballare con bandiere rainbow, ho visto gente ai lati delle strade applaudirci. Però non ho visto solo questo.
Non intendo rovinare la festa a nessuno, premetto: per me è stato un bel momento, era il mio primo Pride in coppia, ero con persone a cui voglio bene, sono stato felicissimo di esserci. Però ho visto persone ai lati della manifestazione sfottere bellamente i manifestanti, gridare verso di loro offese, nel peggiore dei casi spingerli "scherzosamente" o mollargli dei coppini. L'ho visto con questi occhi purtroppo, e vi dirò di più: mi ci sono trovato in mezzo. Ho visto gruppetti di etero in mezzo alla marcia infastidire delle trans, ho visto ragazzini fare il gesto del pompino verso i carri, ho visto la totale indifferenza delle forze dell'ordine verso questi piccoli grandi gesti di intolleranza.
E' vero: siamo pur sempre nel paese in cui siamo, e pretendere che l'ignoranza sparisca solo perché una parte della popolazione è in festa è utopistico. Però, per quanto sia stata meravigliosa l'accoglienza riservataci dalla città, sarebbe stupido far finta di niente nei confronti di queste pillole amare che sì, un po' hanno rovinato la mia festa. Detto questo, nulla tolgo a Napoli, ai napoletani ospitali e intelligenti (la maggioranza, certo) e a chi ha fatto in modi che molti, sono sicuro e lo spero, non si siano nemmeno accorti di quanto scrivo qui.
Credetemi se dico che non voglio criticare a tutti i costi o cercare il pelo nell'uovo: ma ho visto accadere cose che ritengo gravi, e alle quali mai avevo assistito prima, durante un Pride.
La festa è andata bene, comunque, benissimo: resta solo il fatto che dovremmo cercare di essere consapevoli che c'è ancora molto da fare per cambiare la mentalità che avvelena questo Paese, prima di lodarsi e compiacersi di che meraviglioso Pride sia stato, sperando che qualche giornale in più ne parli o che tutti si convincano di questo clima fittizio di tolleranza e entusiasmo nei confronti della comunità LGBTQI.
Detto questo, a parte questo, ripeto: bel Pride. Il prossimo appuntamento è a Roma, dove io non ci sarò, o comunque non parteciperò. Forse ci saranno, e questo sì lo dico con una vena di polemica, tutte le facce romane che hanno criticato questa o quella fazione per poi finire a non manifestare da nessuna parte. Con un atteggiamento tutto italiano, che di certo non ci porta molto in là.
Il Pride c'è stato, noi ci siamo stati, e questo è quello che conta. Orgoglio, ora e sempre.




Mi sto ancora riprendendo dal Napoli Pride e dalle sue fatiche (presto un post), ma per questo primo pomeriggio di domenica voglio lanciare un messaggio d'amore, pace e favolosità.
A voi Santa Spears e il santo consorte Jason, ieri durante la solita pausa Frappuccino. Ecco perché in America c'è uno Starbucks anche in mezzo al deserto, e generalmente uno a tre minuti dall'altro: perché dovunque si trovi Santa Spears, lei possa procurarsi un po' del suo nettare preferito.
Alla faccia di tutti quelli che vogliono loro male, Brit e Jason appaiono innamorati e persino con l'abbigliamento abbinato che voglio dire, che cosa si può volere di più?
Trovo adorabile come riescano a disquisire del più e del meno guardandosi innamorati, nonostante un nugolo di paparazzi li uccidano di scatti. Abitudine. Pura abitudine. Il primo che li accusa di fingere finirà nel girone dei blasfemi, tormentato per l'eternità dai demoni con la faccia (e le cosce) di Rihanna.





Sarà perché è il primo Pride per il quale mi sveglio così presto, di sabato mattina. Sarà perché è il primo extra romano al quale vado. Sarà per tutte le polemiche e gli amari sbagli che hanno avvelenato il Roma Pride, che ovviamente non mi hanno tolto il mio orgoglio e la voglia di manifestarlo. Sarà perché è il primo Pride che vivo in coppia. Sarà perché ho sempre più chiari i diritti che voglio e che mi spettano, a me come a tutte le persone LGBT.
Per questi e per tanti altri motivi, sono felicissimo di andare al Napoli Pride, e spero di vederci lì in tanti, tantissimi.
Buon Pride a tutti.

La nefasta Katy Perry, che è una molto attenta a tematiche come la blasfemia e il cattivo gusto, ha capito che nella vita o sai fare qualcosa, o mostri le tette.
Eccola quindi sulla nuova copertina di
Esquire, mentre si regge i suoi meloni e forse anche quelli che qualcun altro le ha prestato per l'occasione. Qualcuno che di nome fa Adobe e di cognome Photoshop, suppongo.
Non è la prima volta che la principessina di Inutilandia si mostra provocante come un sifone a metano su
Esquire, ma adesso osa di più ed è diventata "Too hot to handle". Amore. Se le tue bocce potessero animarsi, non spruzzerebbero panna. Si limiterebbero a darti della poraccerrima.

Esclusivissimo evento a casa di Elton John ieri sera, a Windsor, per l'annuale Ballo delle Checche Incartapecorite. E poteva mancare la Regina di Tutte le Galassie?
Eccola lanciare un nuovo accessorio senza il quale da oggi non vale la pena vivere: la maschera che diventa reggicrocchia per capelli! Persino Valentino appare sconvolto da tanto stile, se solo la sua faccia fosse ancora in grado di esprimere qualche emozione.
Unica frocia sotto i cinquanta della serata: Jake Shears degli Scissor Sisters. Adoro queste feste dove gli eterosessuali non possono entrare.



E vabbè, che dire. Plastic Beach continua a non convincermi e Demon Days rimane a mio avviso l'album migliore, ma i Gorillaz spaccano. Spacca il progetto, e generalmente spaccano i video. Questo un filo più degli altri.

Ecco, così la saga di Twilight diventa quasi sopportabile.
Photobucket
La favolosa Ke$hampista aveva due possibilità per apparire più attraente, tonica e con un fisico appetibile: un bel viaggio alle acciaierie di Terni, o intense sessioni di esercizio all'aria aperta.
E indovinate? Ha scelto la seconda. Ad accompagnarla per parchi a Los Angeles il personal trainer più checca dell'universo.
Amore, hai voglia a saltare con la corda. Con quel fisico da So' Caronte E Guido 'Sto Bisonte che ti ritrovi, forse dovresti saltare i cavi tensostruttura. Però, quanto è bella così nature?


Sarà che non guardo più Gossip Girl da quando ha iniziato a essere più ridicolo di Rihanna che si definisce una cantante, ma appena ho visto queste foto la prima cosa che ho pensato è stata: anvedi, la nuova moda in USA è battere nei sottoscala con un microfono in mano?
Trattasi invece della piccola Jenny Humphrey che si esibisce in un sottoscala di un locale di New York (il Puma Social Club), con la sua band: i Pretty Reckless.
La piccola Jenny non ha ben chiara la differenza tra sembrare Courtney Love dei tempi d'oro, e apparire come una strappafiletti da sette dollari e cinquanta. Ma ehi, voi potreste giurare di conoscerla?
Favolosa lei e favoloso il trucco: chissà se il WWF l'ha già inserita tra le sgualdrine in via d'estinzione.



Potete far finta di andare avanti con le vostre vite. Potete pensare che riuscirete comunque a godervi il weekend. Potete persino fare spallucce e dire "vabbè, chissene".
Ma noi, io e voi, sappiamo benissimo come andrà: questa notizia si insinuerà nel vostro cervello, vi tormenterà nei piccoli momenti quotidiani, vi farà venir voglia di scappare senza sapere dove. Confermandovi una volta per tutte che sì, la vita fa proprio schifo come si dice.

Sbam! Come una stella cadente nelle profondità dell'Universo, la Regina di Tutte le Galassie ha impattato violentemente contro il pavimento dell'aeroporto di Heathrow, giusto ieri.
In pochi hanno capito che si trattava di una performance artistica metacontestuale, nella quale la zatteroneggiante GaGa ha dato un nuovo significato all'atterraggio aeroportuale.
Che poi mi chiedo: a me all'aeroporto di Londra m'hanno fatto togliere persino le Vans (che ci infilo, un kalashnikov?)... Là dentro avrebbe potuto esserci uno smaterializzatore particellare! Ovviamente, l'immunità al check-in di Stefani è frutto di un accordo intergalattico.




E come sempre, i Musi Gialli arrivano a mostrarci come si fa un video pop che si rispetti. Una chiara risposta alla decadenza occidentale, che ormai commette peccati mortali tipo schifare Christaccia Aguilera o permettere a Ke$hatta di mettere il naso fuori di casa.
Qualcuno si ricorderà dei BigBang, la boy band sudcoreana che ha avuto l'onore di duettare con le 2NE1 nella hit immortale Lollipop. Se state facendo una faccia come a dire:
"Che cazzo dice, questo?", sappiate che 1) ci sono abituato, 2) potete cliccare qui.
Anyway: T.O.P, uno dei membri della boy band, ha lanciato il suo singolo solista con un video che spacca. Voglio dire, il bagno in un caffellatte schiumato? Tu hai vinto, T.O.P, anche se a occhio e croce ti avrei chiamato più B.O.T.T.O.M.

Come ormai tutti sanno, occorrerà aspettare il 2011 per il nuovo album della Regina di Tutte le Galassie.
A rivelarcelo è lei stessa, nell'intervista verità concessa a Rolling Stone (qui tutti gli scan per leggerla da cima a fondo).
E mentre lo stile mitraglietta sulle tette con caschetto nazi e culo photoshoppaterrimo si impone come quello vincente per l'estate 2010, ecco un nuovo leak emergere dalla Rete.
Non sappiamo, come sempre quando abbiamo a che fare con il sound germanottesco di provenienza non nota, se si tratti di un vecchio brano recuperato, o se sia una novità che ascolteremo nei prossimi mesi.
Francamente mi auguro di no, perché il ritornello di questa roba è da orchite fulminante.