Well life has a funny way of sneaking up on you
When you think everything's okay and everything's going right
And life has a funny way of helping you out
When You think everything's gone wrong
And everything blows up in your face
Ed è così. Ora lo so. La vita prende percorsi talmente inaspettati che a volte può portarti là dove non avresti mai pensato di arrivare. Può portarti ad aprire gli occhi, fissare un soffitto nuovo, e pensare: "Questa è casa mia".
C'è un'altra cosa che so. I traslochi sono la cosa più fottutamente faticosa che possa capitare nella vita. No, è vero: ci sono di sicuro cose più faticose, ma credetemi. Piuttosto che farne un altro, preferirei trascorrere un intero pomeriggio di shopping con Rihanna. E ho detto tutto.
Flashback. Qualche giorno fa, a Roma, è nevicato. Ora, mi rendo conto che qualcuno di voi sia persino abituato a vedere queste strane cose bianche scendere dal cielo. Ma per chi vive a Roma, la neve si vede solo negli spot di Natale della Coca-Cola. L'ultima volta che io ho visto la neve, credo che fosse nel video di Goodbye delle Spice Girls.
La neve a Roma, voglio dire, è un po' come accendere Internet e vedere Stefani Germanotta vestita da persona normale. E così, mentre uscivo per andare al lavoro e aprivo l'ombrello a Rebibbia be', mi sono quasi commosso. Il telefono squillava con gli amici che dicevano "Hai visto? Hai visto?", e mentre fiocchi grossi come palle da golf mi arrivavano in faccia (ho scoperto che quando nevica l'ombrello non serve assolutamente a una ceppa) ho pensato che la neve be', in questo momento della mia vita ci stava proprio tutta.
Tutto sembra diverso. O meglio: nuovo. E' come se la neve coprisse i dispiaceri, le paure, le inibizioni, la tristezza. E' come se coprisse anche le cose belle, la felicità passata, e invitasse a ricominciare senza sapere che cosa si troverà quando sarà sciolta.
La notte di venerdì scorso è stata la prima in una casa nuova, per me. In un posto mio, scelto da me, pagato da me, voluto da me. La prima notte davvero fuori da casa dei miei, fuori da una vita per forza di cose ancora adolescenziale, fuori da pranzi pronti e camicie stirate e dentro una scelta che avrei dovuto prendere tempo fa. Posso solo dire di essere contento di esserci arrivato così: lungi dall'essere risolto, ma fottutamente intenzionato a percorrere la mia strada, sulle mie gambe, caricandomi ogni singola responsabilità sul groppone.
Non per essere drammatico come Barbie Sguattera quando ha deciso di incidere un disco, ma negli ultimi anni ho sprecato fin troppo tempo a fuggire. La pressione delle responsabilità, la sensazione di dover crescere, la paura di me stesso. Credo che tutti sia iniziato quella mattina di qualche anno fa, il giorno del mio compleanno. Ricordo che faceva un caldo satanico quella mattina, nonostante avessi spalancato gli occhi all'alba. La sera prima avevo baciato il primo ragazzo della mia vita. Poco più che un conoscente, e non sarebbe mai stato più di questo. Alla seconda sera, mentre nel mio cervello i neuroni formavano la scritta "Finalmente ho baciato un ragazzo", avevo già avuto il mio ben servito.
Ed eccomi qua: ormai dalla teoria ero passato alla pratica e sì, quello che sapevo da quando ho avuto memoria era proprio vero. Ora non avrei potuto nasconderlo più a nessuno, da me stesso in giù. Ho passato l'adolescenza a pensare che nessuno mi avrebbe amato, se il mio orribile segreto fosse emerso. E mi ricordo ancora, troppo bambino per caricarmi della responsabilità di avere un segreto da portare fin nella tomba. Mi sono educato a detestarmi ogni giorno un po' di più, per il terrore di essere abbandonato. E questo groviglio è cresciuto, ha germogliato, si è radicato nella mia testa fino a quella mattina del primo agosto, quando ho detto a voce alta la cosa più vera che avessi mai detto. "Sono gay".
"Sono gay", le ho detto, e non lo avevo detto mai a nessuno. Nemmeno allo specchio. "Sono gay", era il senso, anche se forse ho usato dei giri di parole. "Sono gay", e non dimenticherò mai la faccia di mia madre in quel momento. E poi, le cose sono arrivate una dopo l'altra. A poco a poco, lo hanno saputo tutti. Liberato dal peso dei segreti, ho iniziato a frequentare dei ragazzi, i locali gay, amici che mi capissero. Tutto, sulla carta, funzionava bene. "Eccomi qua nella mia vita gay", pensavo, e credevo andasse bene così.
A poco a poco, però, qualcosa ha iniziato a scricchiolare. Senza più nessun segreto da nascondere, stare senza corazza mi imponeva di nascondermi in qualche altro modo. Mia madre stava ancora elaborando il lutto, ma di certo mi è stata vicina. Gli amici c'erano. Qualche ragazzo, qualche frequentazione, ovviamente qualcosa di doloroso, ma avevo persino questo. C'era sempre qualcuno che stavo dimenticando, qualcuno che non mi aveva perdonato, qualcuno che mi giudicava male qualsiasi cosa facessi e ovunque andassi: me stesso.
E ho capito che non bastava: non bastava voltare pagina, non bastava usare una gomma per biro per cancellare il passato, anche perché le gomme per le biro non funzionano mai e al massimo finiscono per bucarti il foglio. E' stato in quel momento, in un punto imprecisato dell'anno scorso, che mi sono ritrovato da solo con me stesso. Faccia a faccia, come in uno Spaghetti Western, come se fossimo due Clint Eastwood e uno dei due dovesse sparare per primo. Era un duello, e non potevo soccombere. Be', non ho sparato. Ho deciso di deporre le armi, e ho pensato che la cosa più giusta fosse andare verso lo specchio. Arrivare a pochi centimetri dal mio volto arrabbiato, guardarmi negli occhi, e chiedermi scusa. Chiedermi scusa per tutto il male che avevo deciso di farmi, chiedermi scusa per essere stato così severo con me stesso, chiedermi scusa e abbracciarmi, e promettermi che in qualche modo ce l'avrei fatta. Che in qualche modo sarei riuscito ad andare oltre tutto l'odio, il rancore, il senso di inadeguatezza e i sensi di colpa, e che avrei smesso di cercare la felicità fuori di me, che avrei smesso di vivere sopravvivendo.
Ho deciso che mi sarei perdonato, e in qualche modo avrei iniziato ad amarmi.
E' stato un ciclone. Mi sono genuinamente disperato. E ho capito che i sentimenti, quelli veri, fanno male. Ho capito che quando vivi davvero le cose le senti bruciare sulla pelle, ti svegliano la notte, ti martellano nel cervello. Ho visto delle cose che prima avevo sempre evitato di guardare, a cominciare da tutto quello che era successo nella mia famiglia per anni, da sempre, e che a me sembrava fin troppo normale per capire che cosa mi stesse facendo.
Quando tutte le certezze si sgretolano, puoi fare solamente una cosa: ricostruire. Ricostruire sulle macerie però vuol dire stare più attenti a quello che si fa. Ricominciare dalle fondamenta, e fare attenzione che siano abbastanza solide da reggere, stavolta.
Quando qualche settimana fa ho detto a mia madre: "Mamma, vado via di casa. Vado a vivere da solo", mi sono sentito un po' come quella mattina di qualche anno fa, quella del: "Mamma, sono gay". I suoi occhi parlavano di tragedia come allora, ma sapevo che avrebbe capito. Ovviamente non ha capito ancora, ma adesso so che nulla arriva dall'oggi al domani. Ho imparato ad aspettare.
E capiamoci bene: non sono diventato una persona risolta in un anno. Non ho avuto nessuna illuminazione, anche perché alle illuminazioni non ci credo. Se è possibile sono più incasinato di prima, più rincoglionito, decisamente più in balia degli eventi. La strada ho appena iniziato a percorrerla, ma ho deciso di aiutarmi. Così, dicevamo, qualche mese fa è capitata l'occasione di portare le mie cose in una stanza tutta mia. Non vivo davvero solo: nella stanza accanto alla mia c'è N., che per me non è solo un'amica. Le devo davvero molto. Questo post è sufficientemente melenso per farmi venir voglia di ringraziarla pubblicamente, per essere stata la mia forza ogni volta che credevo che non ce l'avrei fatta, per avermi fatto ridere e piangere, per avermi insegnato così tanto. Qualsiasi cosa accada, ora so che mi basta aprire una porta.
La mia vita, in questo momento, è come la mia nuova stanza. C'è un meraviglioso letto gigantesco come ho sempre desiderato, al quale posso appoggiarmi e che sembra reggere davvero bene nonostante sia di Ikea. E poi ci sono un sacco di scatole ancora da aprire, e che non vedo l'ora di sistemare. Ci sono tante cose che non so come andranno: il mio lavoro, che vorrei molto diverso da com'è ora. I rapporti con la mia famiglia, sull'amore della quale nei miei confronti non ho dubbi, ma con una lontananza che mi preoccupa. La paura di non farcela, che ovviamente è sempre lì. La consapevolezza di essere fragile, lunatico, incostante, emotivo, volubile. Ma so che ora ho uno spazio dove racchiudere tutto questo, e capire che posso amarlo. Capire che la differenza sostanziale non è cercare disperatamente di essere felici, ma voler esserlo.
Se solo fossimo a Miss Universo e avessi appena vinto, piangerei, dedicherei la fascia a Santa Spears, e ringrazierei i miei amici e le persone che mi vogliono bene, uno ad uno. Voi sapete chi siete, e io so chi siete voi. E questo vuol dire non solo che dovete stare attenti, perché so dove abitate e posso venire a bucarvi le ruote di macchina, bicicletta e/o motorino, ma soprattutto che vi voglio bene. Grazie.
Ci sono tante altre cose delle quali vorrei parlarvi, ma mi rendo conto di essermi dilungato come al solito. Un classico post autobiografico attaccapippa: posso dire che desidero dedicarlo a qualcuno al quale voglio molto bene, da un po' di tempo a questa parte? Quanto ho scritto parla di me, mi descrive intimamente, e voglio fargli sapere quanto sia importante e bello per me farmi conoscere. Conoscersi.
Credo che questo sia il post più sentito e viscerale che abbia mai scritto. Mi scuso per l'abbondanza di buoni sentimenti, che di solito tutti noi aborriamo. Mi scuso per essere scaduto nel retorico, se l'ho fatto. Ma popslut, voi lettori: è tutto incredibilmente importante per me. Questo blog non è solamente divertente, seguito, cazzarone. Per me è decisamente terapeutico, e delle volte penso che contribuisca seriamente a salvarmi la vita.
Detto ciò, non so che cosa accadrà nei prossimi mesi. Può darsi che mi rileggerete qui a scrivere: "Cazzo, la vita è una merda, mi va tutto male, mi sento più sfigato di Kelly Rowland". Ma voglio dire: che rischio sia.
Vostro,
Francesco
















11:00
popslut
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60 commenti:
Bello... molto.
E il retorico va benissimo, anche quello andrebbe rivalutato.
In bocca al lupo per tutto.
:)
In bocca al lupo ;)
Mi sento una mer**a per aver letto questo tuo post così intimo visto che sono un'estranea. Però ti giuro che da femminuccia mollacciona quale sono avevo le lacrime agli occhi. Vorrei anche io guardarmi un giorno allo specchio e chiedermi scusa.
In bocca alla lupa;)
Questo post, tra le altre cose, mi ha sollevato ancora più coriosità...
Mi rivedevo 5 o 6 anni fa...
E non è che sia proprio tanto vecchio...
Ma quanti cazzo di anni hai Pop?? ;-P
Comunque in bocca a Shagura per tutto!
Mi sento orgoglioso di essere entrato a far parte della piccola grande famiglia di popslut. Ti seguo da più di un anno, e mi rendo conto che i tuoi post, cazzoni o seri che essi siano, riescono sempre a riempire la mia giornata. Alle volte mi sorprendo nell'usare le tue stesse parole, nel ragionare nella tua stessa maniera, e mi rendo conto davvero che sei importante per me. Dopo quest'ultimo post, sono io a doverti dire grazie, perché il tuo condividere mi permette di riflettere e, magari, di darmi una spinta in più per prendere in mano la mia vita.
Sembrerà assurdo, non ci conosciamo, ma penso di volerti davvero bene.
In bocca al lupo per tutto :D
Jeff
Mi hai fatto commuovere, post veramente stupendo... <3
Un abbraccio
:*
Sono molto felice per te!
e dopo questo post ne sono sicuro: sei un uomo da sposare! (magari in Spagna oppure in Olanda)
ti faccio un grosso in bocca al lupo! per tutto.
@
IO: commosso! :'(
Senio dice che ti ama.
Ho avuto la stessa sensazione di Red Ginger nel leggere questo tuo post: è così intimo e privato che mi sembra di farti una specie di torto nel leggerlo; però so che se lo hai scritto qui, pubblicamente, è perchè vuoi condividere questo pezzettino della tua vita con noi che ti seguiamo e quindi mi fa piacere :)
Ti auguro il meglio, un bacio
:*
Francesco, solo un caldo augurio che questa nuova esperienza sia per te piena di soddisfazione, significato e rigenerazione. Ma, come hai capito fin troppo bene, "è l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi". Un abbraccio grosso grosso.
con la lacrimuccia all'occhio destro (causa congiuntivite =D) ti dico che sei unico pop!
Caro Pop, amico dei momenti cazzari della giornata, spero con tutto il cuore che questa stanza non sia solo un nuovo punto di partenza, ma una tappa della tua vita che ti porterà a conoscerti meglio, ad apprezzarti per chi sei realmente e a migliorarti.
Ricorda le parole di Santa Spears: la vita è come un frappuccino, non sai mai quanto Lexotan ci puoi trovare dentro
Grazie per aver condiviso questo momento anche con me. La tua armatura sei tu, saprai bene quando indossarlae quando levarla. Buon inizio Fra'.
Un abbraccio commosso, nella speranza (io, tu e tanti altri) di volerci sempre davvero bene :O)
Che dire.. Buona fortuna! ;)
Ecco perché HO SCELTO questo blog, perché oltre l'anima cazzarona, sapevo ci fosse anche tutto ciò.
Grazie per averlo condiviso con noi..
Bravo Fra, sii forte, ma non perdere anche questa dose di debolezza che rende i più grandi anche i più speciali!
Non ho mai commentato, ma ti seguo assiduamente. Oggi mi sono sentita in dovere di farlo, per dirti non solo che adoro come scrivi, la tua ironia graffiante, il tuo spirito critico, ma adoro anche questi post autobiografici, profondi e bellissimi.
Ti faccio i miei complimenti e i miei migliori auguri, per tutto.
*_* più o meno leggere il post è stato come riguardare "sweet november" risultato: lacrime agli occhi. E mica so perchè... a quanto pare sono diventato ipersensibile come un vecchio cardiopatico. Se domani venite a sapere che son morto di crepacuore davanti a un piccione schiacciato per strada non stupitevi.
Scherzi a parte Popslut, grazie per essere tutto questo. Mai postato un commento, eppure penso di aprire il tuo blog tipo ogni giorno. Non è terapeutico solo per te scriverlo, ma anche per noi leggerlo. Continua così. Regalare sorrisi è forse la più nobile arte.
Anche io poco meno di un anno fa sono capitato sul tuo blog e ho scelto di sbirciare la tua vita ogni giorno. Beh, ho sempre sospettato tu fossi una persona sensibile e "bella", dietro questo adorabile cinismo che metti nei tuoi post. Una persona da adorare a differenza di altri blogger sempre incazzati col mondo e che si sentono delle star. Ti mando un abbraccio grande.
Bellissimo...sono commossa! <3
solo un sorriso, che vale più di mille, bellissime, parole. :)
Grazie Pop... qualche anno in più non mi ha impedito di sentirti e capirti. Come dicono su Pandora "io ti vedo". Ho pagato caro buttare all'aria armature, terribili giudici interiori e imparare anche a soffrire "nel modo giusto". Ma tolte le zavorre, non c'è limite al cielo.
Luca
Io ho sempre adorato gli f. being, dalla prima volta che ne ho letto uno.
Posso dire che questo è, senza dubbio, il più bello che abbia mai letto. Melenso o retorico che sia.
Perchè tu sei Popslut, non sarai mai retorico.
Popslut mi ha accompagnato, nell'ultimo anno, in un sacco di esperienze nuove e importantissime della mia vita. Dal coming out al primo bacio, tutto ha avuto come "sfondo" il Mondo di Popslut (e non quello di Patty), il tuo mondo. Un mondo favoloso, che ha dato un pizzico di favolosità in più alla mia vita. E magari sembrerà la cosa più falsa che tu abbia mai letto tra i commenti, ma Popslut fa ormai parte della mia vita (come di quella di tutti noi popslutters).
Grazie.
E' stato davvero bello che tu abbia condiviso con noi i tuoi pensieri, le tue paure, le tue certezze, la tua vita.
Grazie Fra, devi essere una persona davvero speciale.
Valentino
Che bello, sono felice per te!!!
Grande Pop!!!
Mi sono commossa a metà post :'( in più lo stavo ascoltando con la canzone in sottofondo ed è stato peggio. Ti auguro tutto il meglio Francesco davvero. sei speciale.
Chiara
Ti letto da parecchi mesi ormai, e questo è in assoluto il primo commento che ti scrivo.
Non so se sia esattamente una sensazione comune, ma in questo post mi è sembrato proprio di averti avuto davanti agli occhi, con tutte le tue certezze e le sue insicurezze.
In ogni caso, mi ha fatto proprio piacere! è interessante studiarti anche sotto queste vesti seriose..
Un saluto
Orange
tue*
tutti piansero!!
riesci a non essere noioso anche in una cosa che per me sarebbe la morte della vista dopo 5 secondi dato che non leggo un libro dal 96!
E poi non 6 mieloso come i frappuccini in estasi! We love u
per me sarai sempre beyonce! :-)
grazie per aver aperto il tuo cuoricino, richiudilo subito
gatulis
post assolutamente stupendo, ed emozionante..
non posso fare altro che augurarti buona fortuna, nella tua nuova casa, e nella tua vita..
ormai è un anno e mezzo che almeno 3/4 volte al giorno apro la pagina di Popslut per controllare se ci sono nuovi post, e questo, oltre ogni Santa Spears, ogni Germanotta, ogni Barbie Sguattera, è il tuo post migliore.
un abbraccio Pop!
Quando sarò grande,spero di essere come te!Ti seguo ormai da due anni e il tuo blog è una delle poche cose che riescono a dare un po' di tono alle mie giornate...e poi solo grazie a te canto oh! delle girl's generation da mattina a sera u___ù...grazie di esserci sempre <3
che Santa Spears ti benedica!!!
bello lui!
^_^
Beh Pop..o Francesco,è bello sapere il tuo nome ora!Che dire..quello che hai detto mi ha molto emozionato.Ti seguo da un po,tutti i giorni,ed è bello pensare che ci sarà sempre un momento allegro durante la giornata,quello in cui leggo i tuoi post.Fai davvero del bene alla gente,e ora che so quante altre cose hai da dire,è ancora piu un piacere leggerti e seguirti!Hai scritto la storia di molti..perche credo che ognuno debba chiedersi scusa per qualcosa.Anche se non ti conosco,è bello sentire un feeling!
In bocca al lupo per tutto.Continua cosi!
Bellissimo *__*
e poi ora hai anche un nome vero, finalmente xD
E' un post che avrei potuto benissimo scrivere io in quello che era il mio blog, che so che leggevi, e che ora non è più pubblico.
Mi riconosco in tanti tuoi stati d'animo e devo dire che sei stato molto bravo a tradurli in parole.
Complimenti e in bocca al lupo.
Ale.
Credo vivamente che quella statua di cui tanto parlo te la faro' commissionare per il tuo prossimo compleanno. Commosso e già a pezzi di mio, appena ci vediamo ti aggiorno, ed estremamente Felice ed orgoglioso di fare parte di un pezzetto della tua vita. Bravo. E si, ti voglio bene :)
AB
N.B. nn posso nn fare a meno di adorare la tua citazione dannatamente pop dedicata alla neve e alle spice. AdoroTi
Vai Pop, anzi, vai Fra, ti conosco solo leggendo questo blog stracappottoso ma mi sento di chiamarti per nome e di augurarti solo il meglio... Andare a vivere da soli è una scelta coraggiosa, impervia, bellissima. Un bacio!
Bellissimo! in bocca al lupo francesco :)
Cècile:
Pop ho letto a perdifiato, mi hai commossa e mi hai fatto "sentire a casa" qui', fra le tue pagine, fra i vostri commenti,fra le nostre risate.
Ti voglio bene,che la tua casa sia sempre il cuore!
Cecilia ;-)
mi hai fatto piangere di emozione...
anch'io sono un'estranea.. ti ho scoperto per caso ed ora non riesco più a fare a meno di te ;) perchè so che ogni giorno posso contare su Pop per quella sana risata che molto spesso ti aggiusta o migliora la giornata.. quindi credo che anche per i tuoi lettori, questo sia più di un blog :) i migliori auguri Francesco! :):)
Amoreeeeeeeeeeeeeeee
anche io ho imparato da poco ad amarmi, a volermi bene, a guardarmi in faccia. E mio dio come mi sento LibeRA
pop grazie mille a te per la compagnia ed il buon umore che ci metti ogni giorno....!!! meno male che ci sei te!!
sei un genio!!
tante buone cose! :)
Caro pop,anche se conosco il tuo blog da poco tempo sono già una tua affezionata lettrice e ti ammiro molto,perchè penso tu sia una persona splendida.Leggendo le tue righe ho avuto un tuffo al cuore,perchè in molte cose che tu hai raccontato ho rivisto me stessa;per quel poco che conta ti capisco e ti sono vicina.Ti dico con sincerità che il tuo blog è una benedizione per tutti noi che ti leggiamo e tutto questo grazie alla tua simpatia,al tuo coraggio e al tuo modo di vedere le cose che ci circondano.Continua così.Sei una forza della natura per tutti noi e se ci fossero più persone come te al mondo sarebbe tutto molto migliore.Un bacio e un abbraccio
Ransie76
commosssso :(
Siamo tutti nella stessa barca ma è bellissimo remare.
Grazie di questo post: non ti conosco ma ti sento davvero molto vicino.
In bocca al lupo per il resto della tua vita!
Bellissimo post davvero! Leggi tanta verità e autenticità. Grazie!
In bocca al lupo!
E' incredibile quanto tu riesca a stupirmi ogni volta di più... ancora una volta, in punta di piedi, ci trascini nel tuo universo. Mentre leggevo questo post mi è sembrato di ripercorrere passo dopo passo buona parte di questi ultimi anni... che dire: la commozione che chiunque potrebbe leggere ora nei miei occhi vale più di 1000 parole.
Il meglio che c'è, Pop. Te lo meriti tutto.
a quanto pare non sono il solo ad essersi emozionato, col groppone in gola, leggendo il tuo post attaccapippa come lo definisci tu.
non ti conosco personalmente, ma sei per me un fratellino che mi diverte, mi fa compagnia, mi commuove, una costante dei miei giorni tristi o felici.
un forte abbraccio
angelo
Io ti adoro!! e sono qui, dall'altra parte del mondo, a sostenerti!!
Un abbraccio immenso!!
a.
Pop anche tu sei terapeutico per la quotidianità...non sei stato retorico..sei stato semplicemente vero e sincero! Non ci conosciamo ma ti leggo da più di un anno ogni giorno e sei riuscito a farmi ridere come una pazza anche nelle giornate più nere..Ogni tanto serve a tutti uno sfogo..In bocca al lupo per tutto^^
Chiara*
abituato al tuo standard avrei messo sullo stesso piano di probabilità il fatto di farmi venire le lacrime agli occhi dalla commozione leggendo un tuo post con la possibilità che ritornassi ad armeggiare con una vagina. ora non resta che si avveri anche la seconda! nel frattempo sono molto contento per te :)
Cazziammazzi.
Era, è, sarà (se vuoi te lo coniugo tutto) sempre bello leggerti.
Di autobiografico in autobiografico perdi le fattezze da manichino di Zara (che fa tanto -vorrei ma non posso-) e somigli sempre più al vicino scassaminchia che fa bricolage alle 6:00 della domenica mattina.
Una domenica mattina piovosa.
Ora voglio una tua foto segnaletica.
Per sempre tuo.
Emme(arco). Bì.
we love u little cutie sensitive slut...same as us...
go ahead...
Che bello, tutto questo.
in bocca al lupo...
siamo con te!
Ti capisco....ti auguro una vita serena,sperando ke anke la mia lo sia!!
Kiss kiss
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