
Recensire un'opera d'avanguardia sfaccettata come il nuovo album di The Legendary Miss Britney Spears è un'impresa che richiede tempo.
Come ogni buon degustatore di Frappuccino, e io ho il patentino, bisogna assaporare ogni singola nota del saporito ensemble citofonico, sviscerarne i sottotesti, assicurarsi di avere una boccia di Effervescente Brioschi a portata di mano.
Ma ora, ho sentito il sacro fuoco del Lexotan scorrermi nelle vene: sono pronto a dire la mia sul disco dell'anno.
Iniziamo subito togliendoci il pensiero: Circus, sesto album di inediti di Santa Spears, non è migliore del precedente: Blackout. Confezionato in modo sicuramente perfetto, prodotto con una cura rara nel pop contemporaneo, stracolmo di pezzi incredibilmente validi, Circus è oggettivamente ottimo sotto molti punti di vista, ma manca di un progetto uniforme e dello straordinario concetto di fondo che aveva l'album precedente.
Sebbene molti brani di Blackout fossero appena sufficienti, quell'album è stata la perfetta sintesi di vita privata, pettegolezzo, disfacimento e sperimentazione: il mix che lo ha reso la pietra miliare nella carriera di Britney, incantando il pubblico e incarnando la vera essenza del pop. Che, come sappiamo, e ben altro che "semplice" musica.
Circus, al contrario, è IL disco pop. Ogni canzone è un potenziale singolo, ma tutte sono slegate tra loro dando l'impressione di trovarsi di fronte a un greatest hits. Questo non è assolutamente un difetto, visto che la qualità è alle stelle, ma risponde definitivamente alla domanda annosa che tutti in ogni parte del mondo si sono fatti: "Circus è il miglior album della migliore sgualdrina pop che ci sia?". Ebbene no.
Circus è, però, un album strepitoso. Diversissimo da Blackout e infinitamente più completo di qualsiasi cosa la Pazza di Kentwood abbia fatto prima. Dopo averlo ascoltato fino a farmi colare il cervello dalle orecchie, posso dire che quasi nessuna scelta di produzione è stata sbagliata. Circus è genuinamente pop, abbandona del tutto le licenze urban, riscopre le prime sonorità della Santa e la proietta nel futuro, grazie a un paio di sleepy hit semplicemente troppo oltre.
L'album si affida a due singoli perfetti per partire: Womanizer è di passaggio, mentre Circus incarna alla perfezione lo spirito del disco. In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a due megahit. Più immediata la prima, da ascoltare più volte per essere apprezzata la seconda. Entrambe non sfigurano nella hall of fame dei brani più famosi di Britney, ed entrambe puntano coraggiosamente al suono prima che alla ballabilità.
Out From Under, ripescata dalla colonna sonora di Bratz: Il Film e prodotta per Britney da Guy Sigsworth, diventa così la migliore ballad di Santa Spears dai tempi di I'm Not A Girl, Not Yet a Woman. Si ha anche l'impressione che il citofono faccia spazio a delle capacità vocali un filo migliorate, lasciandoci con la grande curiosità di vederla cantata dal vivo (?) durante il The Circus Tour.
Kill The Lights è una gran canzone. Sebbene la tematica paparazzi fosse stata già sviscerata dall'immensa Piece Of Me (a tutt'oggi il pezzo di Britney che preferisco), il sound pompa da morire e non ci si annoia mai, e il beat disco è costruito in modo perfetto. L'album continua con Shattered Glass, un altro pezzo dance che mischia elettronica e un po' di hip hop. E' un altro singolo che sarebbe pressoché perfetto, straordinariamente interpretato senza abuso di voce citofonata.
I citofoni suonano invece a festa in If U Seek Amy, senza dubbio la canzone più divertente e accattivante dell'intero album. Il gioco di parole ci fa sapere che tutti vogliono fottersi Britney, e diciamo che dare loro torto è difficile. Prodotta dal guru pop Max Martin, questa canzone e il suo "ha ha hi hi ha ha ho" sono destinati a restare nella storia di Brit.
Unusual You apre una sezione curiosamente intimista di Circus, regalandoci un sound à la Kylie Minogue. Fondamentalmente un ibrido tra ballatona pop e dance elettronica, di tanto in tanto rischia di annoiare, ma è un'altra finestra su un aspetto meno conosciuto di The Legendary Miss Britney Spears.
Di Blur, la canzone successiva, sono totalmente innamorato. Detestabile la prima volta che la si ascolta, questo pezzo cresce grazie all'interpretazione di Brit, al concept e all'ottimo beat. Santa Spears riesce a dare perfettamente l'impressione di qualcuno che canta sussurrando e dicendo che è ancora ubriaco dalla sera prima. Chi aveva detto che il suo vecchio stile di vita non le sarebbe tornato utile, un giorno?
Mmm Papi, della quale Britney si professa anche coautrice, è la classica canzone in cui esce fuori la Pazza di Kentwood che è in lei. Coaudiuvata dal sound psichedelico, inizia a fare la scema e a dire assurdità con effetti citofonati al massimo. La sensazione che lascia la canzone è la stessa che si avrebbe ballando su un tavolo di Starbucks dopo aver sciolto venti gocce di Lexotan in un Banana Caramel Frappuccino. Fantastica.
Mannequin è la canzone che più di ogni altra nell'album cede a tentazioni urban, potenziando lo stile In The Zone di Britney con un sound attuale. Sorprendentemente, pur essendo un pezzo non particolarmente movimentato, è ricercato musicalmente e ballabile più di molti altri in Circus.
Malauguratamente, la successiva Lace And Leather apre una parentesi poco felice del CD, che fortunatamente dura lo spazio di appena due canzoni. Il pezzo, con ispirazioni '80s di livello piuttosto moscio, sembra uscito direttamente dal nefasto Hard Candy di Madonnaccia. Il ritornello è carino, ma nel complesso si tratta di una canzone perfettamente inutile. Ancora più grande la delusione My Baby, seconda e ultima megaballad del disco, anche questa prodotta e scritta da Guy Sigsworth. Alle prese con l'inevitabile momento maternità, Santa Spears dovrebbe regalarci qualcosa di intimo, ma si tratta di un brano cantato volutamente con un filo di voce, senza mordente, che si trascina per tre interminabili minuti di miagolio citofonato.
L'edizione regular di Circus si chiude con Radar, presa di peso da Blackout e modificata pochissimo, fondamentalmente nel beat iniziale. In realtà, questa scelta è comprensibilissima: la canzone è una delle migliori di Blackout e simboleggia l'erdedità che quel disco ha lasciato nel sound di Britney. Soprattutto, se la si ascolta nella deluxe edition, precede le bonus track di Circus. Quest'ultime sono un gustosissimo assaggio di quello che Brit potrebbe offrirci in futuro: un pop più raffinato.
Rock Me In, coscritta da Britney, è scatenata quanto serve per farci ballare come dei pazzi. Un uptempo irresistibile, che apre la pista al brano migliore dell'intero album, e una delle canzoni più potenti nell'intera carriera di Santa Spears: Phonography.
Inspiegabile la scelta di rendere questo pezzo solamente una bonus track. Quello di cui si parla potete intuirlo dall'assonanza, ma l'idea di cantare di sesso con la metafora del telefono è geniale. Quasi una metacanzone, visto che Brit sussurra alla cornetta con una voce citofonatissima. Musica perfetta, tempi perfetti, ritmo ineccepibile. La mia preferita, senza dubbio.
Trouble, disponibile come bonus su iTunes per i preordini, è frutto dello stesso team che ha prodotto Phonography, e si sente. Qui il sound '80s è integrato perfettamente con il beat hip hop. Britney potrebbe effettivamente prendere questa direzione per il futuro, e tutti ne saremmo felici.
Così come siamo felici di ascoltare Amnesia, bonus track per la deluxe edition inglese e giapponese, una canzone pop fino al midollo da ballare fino alla nausea.
Quicksand, bonus sugli iTunes Store europei, è stata scritta da Lady GaGa, e si sente. Si ha quasi l'impressione che sia lei a cantare a un certo punto, ma Britney interpreta perfettamente lo spirito della pazza più copiata da Christaccia Aguilera.
Chiude il set Rock Boy, extra esclusivo di Amazon e 7Digital in UK, rara non a caso: le velleità rock si perdono in un pezzo che sembra uscito da uno dei primi dischi di Brit. Totalmente trascurabile.
In definitiva, Circus dimostra che The Legendary Miss Britney Spears è qui per restare. Un album solido, potente, ben prodotto e ben interpretato.
Non è perfetto ma vuole esserlo, e qui forse sta uno dei suoi difetti. Ma se il circo deve ripartire, è bene che nessuno si annoi: e Circus non annoia mai, regalandoci il primo vero lavoro di Brit in cui non viene voglia di saltare (quasi) nessuna canzone.
Anni luce avanti rispetto ai suoi primi quattro dischi, che di momenti infelici ne regalavano parecchi, Circus è soprattutto la dimostrazione che Britney Spears ha la dote fondamentale per tenere saldo il suo scettro di regina pop: reinventarsi e risorgere, sempre e comunque.
Voto: 8
















13:19
popslut
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12 commenti:
Grande Pop!! Condivido (quasi) tutto, anche se l'appellativo di Regina del Pop mi sembra un po' avventato...
C'è sempre Madonnaccia pronta a succhiare sangue a destra e a manca, ricordatelo!!
E poi a me mancano Trouble, Quicksand e Rock Boy... :'(
Recensione quasi perfetta: Phonography miglior canzone dell'album assieme a Circus e Mannequin, My baby è come se nn esistesse per me!
Solo su 2 cose non siamo d'accordo: per me meglio Lace and leather che Blur e ,poi, scusami, ma il miglior album di Britney è In the zone!!!
per me quicksand è il vero capolavoro del cd...
subito dopo phonography(geniale) e circus, fantastica...
Comprato sabato , ascoltato due volte , messo nel cassetto e chiuso a chiave.
Rivoglio la Pazza di Kentwood ! Piacevole sorpresa il nuovo di P!nk..nn ascolto altro !
Sono triste solo di una cosa...che Amnesia creata grazie all'immensa Lady Gaga sia stata lasciata come bonus track...cmq hai fatto troppe lodi XD
Ebbene sì, anch'io l'ho ascoltato. E mi è anche piaciuto. E questo mi preoccupa un po'. Cosa mi sta succedendo? Sarà perchè ultimamente frequento troppo popslut? Il fatto è che quella phonography non esce più dalla mia testa!!!! E' demoniaca!!! Cosa mi sta succedendo Pop? :|
@Peppe
Nonnò, Amnesia non è di Lady GaGa...
E comunque eleviamo lodi a Santa Spears.
@Luis
Ormai è finita. Sei un seguace di Britney. Rassegnati.
@Pop
Aaargh!!!! Non, non mi avrete mai brittaroli da strapazzo!!! ;)
Ottima recensione, complimenti davvero.
PRIMO POSTO IN AMERICA...UFFICIALE :)
Certo...A quando la degustazione di Frappuccino con l'identificazione della piantagione di provenienza dei chicchi di caffè??
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cavolo, non mi ero accorto che brit fosse un tale genio. lei si che di musica ne capisce, i suoi produttori sfruttatori si che di musica ne capiscono. Mica fanno roba commerciale solo per vendere loro. Già.
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