
Negli ultimi tempi c'è stato un gran chiacchierare su Imma Battaglia e il Gay Village 2008. Addirittura, Battaglia e tutto il Di'Gay Project sono stati accusati di essersi asserviti al nuovo potere di destra e del sindaco Alemanno, scendendo a patti (tanto che Battaglia non avrebbe di fatto partecipato al Pride) pur di portare avanti l'apparentemente remunerativo carrozzone del Village. Che si farà, come sappiamo.
Stamattina si è tenuta alla libreria Bibli di Trastevere, a Roma, la conferenza stampa di presentazione del "nuovo" Village. Nuovo per la location (il Parco del Ninfeo, sempre all'Eur) e nuovo per tutta l'atmosfera politica che lo avvolge. popslut c'era, e questo è quanto è emerso dal lungo discorso di Battaglia, affiancata dalla parlamentare Paola Concia e da Annachiara Marignoli. Ecco i suoi interventi sugli argomenti più interessanti:
"Questa è un'edizione del Gay Village circondata dai gossip. Si continua a sparlare di noi e come sempre siamo accusati di essere commerciali, quando tutto quello che ci interessa è portare avanti un progetto di qualità senza pietire."
"Il sindaco Alemanno ha subito confermato che il Village si sarebbe svolto regolarmente. Non siamo stati sfrattati dal Parco delle Cascate, ma abbiamo fortemente voluto spostarci a quello del Ninfeo. Era la location che volevamo già nel 2005, perché ci permette di distribuire il Village su un unico livello e ci sono molte meno case intorno, onde evitare l'inquinamento acustico."
"Al Village lavorano 350 persone, più i volontari di Di'Gay Project. Il costo complessivo del progetto è di 1.600.000 euro. Di questi, 600.000 sono per la costruzione dell'impianto e 250.000 per la sicurezza, che è assolutamente privata. Gli sponsor coprono solamente 200.000 euro, più 60.000 che (forse) verranno dati come contributo dal Comune. Tutto il resto viene coperto con ingressi, ristorante e bar. In pratica, questa manifestazione non ha utili, e anzi ci rimettiamo dei soldi in prima persona."
"Quando ho visto il progetto di comuncazione per il Gay Village ideato da Oliviero Toscani non riuscivo a dire nulla. Era fallocratico, maschilista, non rappresentava le donne in nessun modo.
Quando gli ho detto che non era quello che volevamo, ha replicato che era una chiara polemica con Alemanno e che non c'erano alternative, la pubblicità doveva essere quella. Altro che fascisti, un vero fascista camuffato."
"Abbiamo addestrato la sicurezza in prima persona, abbiamo illustrato loro il mondo gay. Non avete idea come sia in grado di litigare una donna gelosa."
"Chiedo pubblicamente a Paola Concia di impegnarsi per portarci all'inaugurazione Walter Veltroni, ma anche il sindaco Alemanno."
mercoledì 18 giugno 2008
gay village 2008, la conferenza: parla imma battaglia
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4 commenti:
Tralasciando il fatto che il village e le discoteche/locali gay in generale mi sanno solo di ghetto devo però ammettere che Imma Staceppa critica tanto l'immagine di Oliviero Toscani (che disapprovo ma perchè Toscani mi sembra tanto che si stia riciclando con "provocazioni" fine a se stesse) e poi paragona (se ho ben capito) un gay geloso alle donne gelose...quindi generalizza sul suo sesso e sui gay quindi bah!
Non l'avevo vista da questo lato... :-)
In realtà stava parlando di donne lesbiche gelose.
che gran sfilza di balle... annachiara (e lei) che ci rimettono di tasca loro? ma a chi la vuole dare a bere....
si infatti, non credo proprio che se non avessero la sicurezza di un margine di profitto starebbero ancora a fare il village
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