Infilatevi degli occhiali da sole, presto! Questo oggetto è talmente gay e kawaii che qualunque persona sana di mente e non giapponese rischia il diabete fulminante solo guardandolo.
Trattasi di una PSP rinvenuta in un negozio di Akihabara, opportunamente modificata da un fan psicotico del videogioco Dokodemo Suki Shite Itsudemo Suki Shite.
A guardare questa roba mi viene una voglia irrefrenabile di fare qualcosa da tipico maschio etero: chessò, costruire una sedia a mani nude mangiando cipolle crude e cantando l'inno di Mameli coi rutti, per esempio.

Ogni volta che lo dico, i miei amici cinefili e/o cinofili mi guardano come se stessi roteando la testa a trecentosessanta gradi e vomitassi verde: a me 007 non piace. Ma proprio tutta la saga: mi sta sulle palle.
Certo, a volte ci sono dei motivi per guardare un film con James Bond: sbagliai clamorosamente quando corsi al cinema a vedere Die Another Day per Madonna. Uno dei film più pallosi della storia, nonostante Pierce Brosnan e Madge. Ma credo che Daniel Craig meriti una chance. E' così totalmente random e non c'entra una mazza con Bond, che Quantum of Solace potrebbe convincermi a rivalutare il tutto (non ho visto Casino Royale). Però lo vogliamo nudo per tutta la pellicola. Vedo troppi vestiti, e non mi sta bene.

Una fonte molto attendibile mi ha fatto sapere che David Letterman e Jay Leno vogliono la mia testa su un piatto d'argento, circondata da marshmallow. Pare che questa modesta rubrica di interviste del lunedì stia riscuotendo un successo internazionale che dà fastidio ai potenti. Inutile dire che Costanzo mi ha già minacciato di morte. Peggio: vuole mettermi tra il pubblico ululante di Buona Domenica.
Ma io sono più forte di loro: continuerò imperterrito a elargire informazione di serie zeta a tutti voi, miei adorati. E vi ricordo che basta contattarmi in qualsiasi modo e farmi proposte oscene, per essere uno dei prossimi Lunedì MySpace. Tutti gli esseri viventi possono partecipare, tranne Mara Carfagna.
Questo lunedì tocca a un lettore della prima ora, che so essere noto a più di uno di voi. Cioè, qui si intervistano celebrità, mica pizza e mortazza. Apparso vive a Roma e ha 28 anni, è un attore e non ha solamente foto posate come questa,
sul suo MySpace. L'intervista.

Cominciamo da una cosa facile: raccontaci nel dettaglio la tua vita sentimentale.
Che fai popslut? ...Ce stai a prova’?...
Scherzi a parte... LA MIA VITA SENTIMENTALE?
Queste sono domande a cui un divo del mio calibro, al pari di Elisabetta Gregoraci, non risponde solitamente. Non amo mettere in piazza la mia vita privata. Ma visto che mi paghi profumatamente per l’esclusiva di quest'intervista sul tuo blog, lo farò.
In quest’ultimo periodo il mio super-eroe Onan il Barbaro veglia su di me! La mia vita sentimentale è in stand-by. Il mio eterissimo pseudo-fidanzato ha pensato bene di tornare ar paesello suo per fare da damigella d’onore al matrimonio di un amico... come regge il velo lui, non lo regge nessuno. E non siate maliziosi nel leggere in questa mia affermazione doppi sensi equivoci completamente privi di fondamento. Lui ha seguito un master post-universitario in “Ricostruzione Unghie, Trucco-Sposa e Strascico-Navata-Centrale”. Adoro le persone con un loro background culturale elevato. Staremo a vedere cosa ne vien fuori. Forse è il mio “Ragazzo del Bar”, forse diventerà il mio “Mr. Big” o forse uno dei tanti “psicopatici che dominano incontrastati il mondo"... CHISSA'...
La Maga Rowena (per chi non la conoscesse: personaggio leggendario-pittoresco, grande esponente della cartomanzia partenopea in onda su TeleA ed altre emittenti televisive campane) mi consiglia di aspettare. Dice che ne vale il pene... ops... scusate il lapsus...

Come mai hai deciso di fare l'attore? Voglio dire, c'era pur sempre la psicanalisi.
Almeno per quel che mi riguarda, fare l’attore credo non sia una vocazione (come spesso leggo nelle interviste by-Sandro-Mayer-Silvana-Giacobini fatte agli attorucoli del cinemino italiano). Penso piuttosto sia solo un modo per tenere a bada questo mio Ego tanto spropositato da far invidia alle protuberanze del Rocco nazionale. Non nascondo che a volte mi vien voglia di mollare tutto e andare a mettere tanti timbri alle Poste, ma tanti... un lavoro “sicuro”, per intenderci. Un posto fisso. Uno stipendio ogni 27 del mese. Tredicesima e quattordicesima. Ferie pagate. Colleghi con cui mentire sul tuo orientamento sessuale. Ricevere e fare del mobbing. Ora che ci penso, mi piacerebbe davvero!

Si dice che il maggior pregio di essere attori è che si può fingere l'orgasmo in modo ultraconvincente. E' vero?
...e sì che ho un carattere uterino... ma di qui a fingere un orgasmo ce ne passa! E poi come giustifichi la mancata secrezione degli allegri amichetti ingravida-vagine? Ti sputi sul cannolo siciliano per rendere più verosimile il tutto? ODDIO che brutta immagine ho evocato! SCUSATE! Ma amo il trash nelle sue forme più becere!

Avrai conosciuto degli attori famosi: vogliamo sapere il più simpatico, il più bono e il più stronzo. Ma nomi e cognomi, eh.
Pensi male. Non frequento personalmente il cosiddetto jetset, o meglio... LO EVITO! Ho amici di vecchia data che, da un giorno all’altro, ed entrando nei letti giusti, sono diventati Vi. Ai. Pi. Ma li considero amici, non attori. Mi spiace non poter soddisfare la tua curiosità da casalinga Novella-Ottomila.

Sappiamo che sei un gran frequentatore di frociai romani: sarai mica una superdiva da privé?
TASTO DOLENTISSIMO QUESTO. Cosa penso dei privé? Riporto qui di seguito il mio Privé-Pensiero:
“...e se ne stanno lì, stipati in una soffitta polverosa come topi spaventati dalla presenza dell’uomo: topi di città timorosi di mischiarsi alla massa.
Ma poi prendono coraggio e partono curiosi alla scoperta del mondo sottostante. Ma son pur sempre topi e li si riconosce. Il loro contrassegno preferito, un braccialetto dai colori neon, che vantano come fosse il pezzo di cacio che hanno rubato con astuzia dal frigorifero della cucina. Tuttavia il formaggio, per quanto buono, non ha un buon odore, PUZZA... come quella che i topi ingiustificatamente hanno sotto il loro naso.
Le loro escursioni nel mondo “basso”sono di breve durata. E quindi si torna alla base, presto-presto, veloce-veloce, a ritoccarsi il trucco e a specchiarsi perché per i tristi topolini specchiarsi non è mai abbastanza...
E così si torna in soffitta, anche se sarebbe riduttivo darle semplicemente un’accezione spazio-temporale. La soffitta è ben altro. E' molto di più. È la loro casa, è dove i topi si sentono al sicuro: un modus vivendi, una forma mentis che appartiene solo a chi ha una vera vita vip, una vita esposta ai riflettori del jetset.
Topi-MarlonBrando, quindi?...mmm... erm... NON CREDO...
Piuttosto Topi-vi-ai-pi: topi-commesse, topi-shampiste, topi-aspiranti-corteggiatori-di-Uomini-e-Donne...
Un solo grido si alza dalla curva sud della coscienza di chiunque: PORACCI!!!”
Guardo con terrore alla prossima direzione artistica della nostra beneamata Muccassassina per la stagione 2008/2009... Non posso svelare nulla... Capirete a tempo debito!

Dopo questa intervista, la botta di notorietà che ne conseguirà ti cambierà la vita. Ne sei consapevole? Sai che dovrai citare popslut al tuo discorso di ringraziamento agli Oscar?
Ok... a meno che non vada in porto il mio progetto di essere assunto in Poste Italiane, lo farò. PROMESSO!
Febbraio 2015. Los Angeles. Teatro Kodak. Smoking da urlo. Applausi assordanti. Salgo le scale. Mi posiziono davanti al microfono. Ritiro la tanto agognata statuetta. Mi assicuro che sia davvero d’oro zecchino e... con le lacrime che mi rigano il volto...
“THANKS TO... my mother, my father, MY SISTER, my manager, all my fanSSSS, POPSLUT’S FRIENDSSSSS &... (alzando gli occhi al cielo)... GOD”
popslut precede addirittura Dio... NON MALE COME ACCOSTAMENTO ...no?!

Ok, è il momento dei saluti: sfogati.
Siete arrivati a leggere fin qui??? Mi scuso per la prolissità, ma vi assicuro... mi sono limitato!
Vi saluto e mi congedo, impossibilitato a proseguire l’intervista causa FRATTURA SCOMPOSTA DEL MEMBRO (in soldoni, MI SONO ROTTO IL CAZZO!).
Cia'.



Quello che vediamo sulle confezioni dei cibi non ha mai a che vedere con la realtà. In molti trovano l'immagine riportata sull'etichetta infinitamente più attraente del prodotto dentro l'involucro. Questo, sinceramente, non vale per me: ritengo ad esempio che sia molto più comodo consumare i Quattro Salti in Padella come fossero popcorn, direttamente dalla busta e ancora surgelati. Sono freschissimi e ideali davanti a un film.
In ogni caso, ho trovato questo sito tedesco, che mette a confronto le immagini proposte dalle aziende sulle confezioni con quello che poi ci si trova realmente di fronte. E' vero, la differenza è notevole, ma il problema qua è un altro: ma che cazzo di schifezze si mangiano, in Germania?




Come avrete capito, delle volte sono sensibile al fascino del manzo un po' coatto. Se poi è di Los Angeles, ha quella barbetta da sbattimi-al-muro e si ritrova anche un nome caliente tipo Luis Miolaro be', che vi devo dire. Ma magari ci casca.





Siamo abituati a vederlo in mutande per Dolce & Gabbana, ma David merita anche quando è vestito. Questo è un photoshoot di Yiannis Bournias per l'edizione greca de L'Officiel Hommes del novembre 2007, che ho scovato e pubblicato al volo. Solo per voi, tanto per rendervi più sopportabile il lunedì mattina.




-Ecco un buon motivo per divorziare da Madonna: darle un'occhiata senza trucco. (INF Daily)

-Pride nazionale, in duecentomila a Bologna: ma il PD è assente o no? (La Repubblica)

-Tanto è bella, magnifica e splendida Kirsten Dunst, tanto è cesso suo fratello! (Just Jared)

-I modelli di DNA Magazine promuovono a NYC il turismo nella Terra dei Canguri: Santa Raffaella Carrà benedica l'Australia! (Beauty and the Bum)

-Il Gay Pride a Parigi. Una tonnellata di baguette, s'il vous plaît! (Parisian Boys)

-Quante foto di Hugh Jackman al mare può sopportare un povero gay o una dolce ragazza etero, prima di avere un infarto? (Pink is the New Blog)

-Sai che il mondo sta per finire quando Emanuele Filiberto partecipa a un nuovo reality di Maria De Filippi. (La Repubblica)


L'esibizione di Britney sul palco degli MTV Music Awards del 2007 è senza dubbio uno dei dieci momenti top nella storia dell'entertainment. Ha occupato per così tanto tempo la mia testa che credo sia uno dei motivi principali che mi hanno spinto ad aprire questo blog.
Ebbene, gioia e gaudio si impadroniscono di me, visto che Brit tornerà sul luogo del delitto! Il prossimo 7 settembre la nostra porterà un nuovo brano sul palco di MTV, e si tratterà molto probabilmente di uno dei pezzi del nuovo album al quale sta lavorando.
Van Toffler, presidente del network, ha commentato così la notizia: "Ognuno ha diritto a una seconda o una terza possibilità, no?". Assolutamente. Ma magari, questa volta evitiamo di somministrargliela insieme a sessanta gocce di Lexotan.

Non so neppure come si chiama: so solo che il manzo qui presente è apparso in siffatte vesti su un magazine spagnolo, qualche tempo fa. Se avete altre info sono ben accette.
In ogni caso: non riesco a smettere di fissare la foto dove ha gli occhiali. Quanto cacchio è gigafigo?



Ecco a voi 7 Things, primo singolo estratto dall'imminente album di Miley Cyrus: Breakout. Nella canzone la nostra Hannah Montana se la prende con i suoi ex e le cose che odiava di loro. Certo, perché si sa che a quindici anni una pullula di ex. Ma vai a giocare con la Barbie! Anzi, no: con la Tanya, al massimo.
Comunque mi stavo preoccupando: i primi secondi della canzone quasi mi piacevano. Poi, fortunatamente, è arrivato il ritornello. E vosotros, che ne pensate?

Ne parlo ancora, ma proprio perché non si può tralasciare niente delle perle che questa donna elargisce all'umanità. Visto che tutti l'avevamo trovata meglio del solito al concerto per Mandela, Amy ha deciso di rassicurarci: è sempre la solita, cara, fattissima testa di crack che conosciamo!
Ormai se la sentiva calda, quindi ieri si è esibita a Glastonbury: peccato che fosse più fatta di uno scoiattolo sotto metadone, e abbia iniziato a straparlare a proposito del solito Blake. Free Blake!
Altro momento topico quando ha presentato Jay-Z, aggiungendo:
"Siete fortunati che non ci sia Kanye West. Lui sì che è una troia". E olè!
Conclude la lista degli orrori glastonburiani di Amy la mezza rissa con uno spettatore. Amy sta biascicando tranquilla in mezzo al pubblico quando a un tratto qualcosa la disturba. Decide così di agitare la sua cofana con tanto di ombrellini (una caipiroska al crack, grazie!) verso il malcapitato, ma tutto quello che ottiene è la totale perdita del baricentro. Ma chi vuoi menare, Amy. Non ti reggi manco in piedi. Il video:


Deve esserci stato un momento imprecisato nel quale la psicosi organizzata ha deciso che tutti i miei sabato sera sarebbero stati all'insegna della malattia mentale. Altrimenti non mi spiego le cose assurde che continuano a capitarmi, quando invece dovrei concludere degnamente la settimana, svagarmi e tutta quella roba là.
Sì, mi sto sfogando: ma sono le 2 di domenica mattina e io sono già a casa. E neppure sono ubriaco come si deve: il Long Island del Gay Village servito nei bicchierini da caffè mi fa una pippa, se mi passate il francesismo. Sì, sì, lo so che avevo promesso che non avrei più frequentato locali e bla bla: ma che volete, uno crede di passare una serata in allegria con un po' di amici fidati, senza lasciarsi coinvolgere dalla febbre del rimorchio, e i matti vengono a scovarti fino in capo alla tua beata ignoranza.
Arrivo all'ingresso del Village in anticipo, e subito a fare la fila ti vedo il Ragazzo del Bar, quello per il quale era stato amore a prima vista. Solo che stasera non ha il gilet, ma una maglietta grigio topo e una bandana in testa. Annodata sulla fronte, tipo Rambo. Cerco di non concentrarmi troppo su questo elemento. Quanto sarei superficiale se giudicassi le persone dagli accessori improbabili dei quali si dotano? Mentre rifletto sul fatto che forse sì, sono un po' superficiale, arriva il gruppo di suddetti amici: tra loro un'inattesa new entry, un tipo di quelli che ti repellono a pelle. Non perché sia brutto, capelli all'indietro a parte. Ma ha una stretta di mano che ha il vigore di una cernia e lo sguardo da pazzo, il che non è proprio un ottimo biglietto da visita. Ci diciamo i nomi, io lo scordo dopo tipo tre movimenti di lancetta e capisco subito l'antifona: vogliono rifilarmelo. A. mi fa: "Be', è carino. Parlaci". Tento una debole resistenza, ma tutti mi guardano come se fossi la Vergine di Ferro che rifiuta il più grande pezzo di maschio che la Terra abbia mai avuto l'onore di sorreggere, così inizio a scambiarci due battute.
Ora, il tipo in questione (che da ora in poi chiameremo la Piovra, e presto sarà chiaro il perché) mi sembra del tutto allucinato e non esattamente in grado di sostenere una conversazione, ma ovviamente mi convinco di essere io il problema. Finché, del tutto casualmente, i miei amici spariscono dalla vista e io non mi ritrovo da solo con la Piovra, che mi fa: "Andiamo a fare un giro". Io obietto un timido: "Cerchiamo gli altri", ma lui mi ha già avvolto con il braccio e mi sta vagamente spintonando verso la sala house. Mi costringe a fargli strada mentre continua a ripetermi la direzione in stile Tom Tom allucinato, e io continuo a non capire che cosa cavolo vada cercando. Il tutto condito da mano fissa addosso, provocandomi quella vaga orticaria e un pensiero fisso: "Togli quelle cazzo di mani dalla mia schiena, non so nemmeno come stracazzo ti chiami". Si pianta in mezzo alla fila house e mi si avvicina a pochissimi millimetri, dicendomi: "Grazie per avermi portato in questa parte del Village". Ma resiste solo tre minuti. La Piovra è una trottola impazzita, e ora si fa accompagnare alla sala commerciale.
Ma cosa cazzo sono, il tuo apripista personale con la schiena tastabile a piacimento? Ma porca troia! E poi, in mezzo alla commerciale, succede l'inverosimile: una checca fracica in canotta inizia a ballare da sgualdrina accanto a noi, e lui, mentre ha la mano fissa sulla mia spalla (levala! Levalaaa!), inizia a fissare la checca in questione mordendosi le labbra! Ma lo fissa, proprio! E continuando a toccarmi!
Ormai mi sembra un filo troppo: "Vado a cercare gli altri, ciao", gli dico. Ma lui, manco a dirlo, mi segue, tentacoli compresi. Quando troviamo gli altri loro sono già pronti ad andare. La Piovra, di rimando, dice: "Ah no, io devo andare in pista ad esprimere me stesso". Esprimere te stesso?! Esprimere te stesso?!? Ormai non so più che dire, ma credo che gli altri percepiscano il mio sguardo di supplica e non si azzardano più a mettermi insieme alla Piovra.
Mentre torna in pista ad esprimere se stesso, il pazzo mi guarda ammiccante e mi fa: "Tu non andare via, la notte è ancora giovane! Ci vediamo in pista!". E io: "Sì sì, come no".
A quel punto non mi resta che fuggire insieme agli altri, senza neanche pensare che magari il Ragazzo del Bar è da qualche parte con la sua bandana, e aspetta solo me.
Ora, io mi chiedo. Sono mesi che attraverso una singletudine forzata, segnata da mezze conoscenze basate o su attrazione mentale totalmente inesistente, o su attrazione fisica totalmente deludente, o su pura malattia mentale. La costante è solo una: gli psicopatici dominano incontrastati il mondo.
Ok, neanch'io sono normale, ma cazzo. Deve esistere qualcuno, da qualche parte, che non surgeli i pezzi di sua nonna o non abbia sedici personalità tutte in conflitto tra loro. E perché persino quando non li cerco, quando non faccio niente per ritrovarmeli tra le palle, i matti vengono a stanare me? Che è, devo farmi una maglietta? Scrivermelo in fronte? Stramaledetti matti di merda, MI AVETE ROTTO LE PALLE. E vediamo come deve andare il prossimo sabato.

E' guerra aperta tra Mary-Kate Olsen e il nostro amato Teddy Ruxpin, Spencer Pratt. I due si sono lasciati andare a una serie di insulti incrociati degni delle migliori poracce del sottobosco hollywoodiano, e potete star sicuri che la faida non finirà qui!
Va detto che ha iniziato la Olsen tossica, quando è stata ospite al
David Letterman Show per promuovere il suo nuovo film. David le ha chiesto se fosse vero che era stata compagna di liceo di Spencer. Lei ha confermato, aggiungendo: "Aveva un pessimo carattere". Niente di più.
La cosa ha completamente fatto andare fuori di testa quella divetta da marciapiede di Teddy Ruxpin, che ha subito preso in mano il suo cellulare di Minnie e ha chiamato
US Magazine, rilasciando questa dichiarazione ufficiale:

"Non capisco proprio perché Mary-Kate abbia bisogno di usare il mio nome per promuovere quel suo filmetto indipendente che nessuno andrà a vedere.
Dovrebbe stare un po' più attenta a non vestirsi al buio, piuttosto che pensare a me.
Sai che ce l'hai fatta a Hollywood quando una nana malefica parla di te al Letterman. Ma la perdono: ha trascorso tutta la vita come la gemella meno carina, e non deve essere facile."

Divaaa! Superdiva! Cavolo, Spencer mi è risalito tantissimo! Una gli dice che aveva un brutto carattere e lui fa una piazzata che manco le mignotte al Casilino! Inutile dire che popslut tifa incondizionatamente per lui. Anzi, in preda alla più totale invidia per la sua cattiveria e acidità gli chiedo ufficialmente di prendere il mio posto al timone di questo blog.
Dammi un segno, Spencer!

Ora voglio dire, osservate questa donna. No, non troppo a lungo, perché Amy è il primo caso accertato di fattanza contagiosa, anche solo per via visiva.
Come avrete forse avuto modo di sentire, tutto il mondo si è rallegrato nel vedere la nostra tossica tutto sommato in forma ieri a Londra, dove si è esibita per Nelson Mandela e il suo novantesimo compleanno. Laddove "tutto sommato in forma" sta per "non ha smascellato troppo e non ha portato nessuna droga con sé sul palco".

Ora sappiamo che cosa ha dato la forza ad Amy di salire su quel palco: sai a lei che gliene frega di Nelson Mandela! Quello che nessuno vi ha detto è che durante l'ultima canzone, eseguita con Jerry Dammers, Amy ha bellamente cambiato le parole per proprio tornaconto personale.
Il pezzo, che potete ascoltare nel video qua sotto, era Free Nelson Mandela. Sul finale, la nostra ha invece recitato, testualmente:
"Free Blakey, my fella". Liberate Blakey, il mio ragazzo. Blakey è Blake Fielder-Civil, attualmente dietro le sbarre per... bah, non so nemmeno esattamente per cosa. Probabilmente ha inventato il crack.
In definitiva, Amy si è fatta i cazzacci suoi al concerto per i novant'anni di un benemerito. Che dire? Questa donna è davvero oltre.


Una volta, Emile Hirsch era anche caruccio, a modo suo (a sinistra). Poi ha fatto quel film di merda coi Wachowski, e guardate come s'è ridotto (a destra, poco prima di recarsi alla sfilata di Valentino, del quale sarà anche testimonial nel 2009). Qualcosa mi dice che quei due portino un po' sfiga. Voglio dire, pensate a che cosa è successo a Keanu Reeves dopo Matrix.
Memorabile momento ieri, quando guardavo la TV con V. e a un tratto parte il trailer de La notte non aspetta.
La frase di apertura è affidata a Keanu, che si chiede torvo: "Che cosa devo fare?".
A quel punto dal divano è scattata la risposta più ovvia: "Una dieta!".

Ok, chi glielo spiega a questo che non è proprio il caso che faccia così? Cavolo, uno già è allupato come un triceratopo nella stagione delle orge, in più guardi assonnato la Rete in cerca di news e tie': ti ritrovi quel megapezzo di gigamanzo di Robert Buckley che gioca a basket agitando quei muscoli senza ritegno.
Ma soprattutto vi prego, guardate la faccia della tizia al telefono nella foto qui sopra: vale più di mille parole.







Spero che tanti di voi siano già a Bologna, o stiano andando. Il Pride nazionale, inutile che lo dica io, è un momento importantissimo per continuare a far sentire che ci siamo, e siamo tanti.

Io sono bloccato al mio PC, e la cosa mi dispiace davvero molto, ma mi auguro di poter ascoltare i vostri racconti e resoconti già da domani. In ogni caso, seguirò attentamente l'evento dalla mia angusta scrivania. Vi ricordo che sul sito ufficiale potrete trovare tutte le info, e che su Radio DeeGay è possibile seguire l'evento in diretta, dalle 15.30 in poi. Buon Pride!