La ammiro da morire. E' la più strafatta e rifatta della cricca, eppure è sempre glamour. Ha lo sguardo più catatonico di quello di Britney, ma porta la fattanza con una tale classe che non si può non adorarla. Guardatela uscire dal solito ristorante X di Los Angeles: il tizio dietro di lei rende chiaro quale sia stato il tenore alcolico della serata, forse ha della cocaina sul vestito, peserà trenta chili in tutto eppure sfoggia con orgoglio le pastiglie per smettere di fumare. Come a dire: "Non è colpa mia se per gli acidi non c'è antidoto, razza di sfigati".

Sembra proprio Rickyone Martin intento a prendere il sole sul suo trattore personale a Zagarolo, mh? Anche io ne ero convinto, persuaso dal rotolo di ciccia e dal colorito paonazzo, ma poi il piercing al capezzolo mi ha fatto riflettere: Rickyone non è abbastanza macho per sopportare tanto dolore! E così, ecco svelato il mistero. Trattasi di uno sfigatissimo semisosia del nostro, che per campare ha deciso bene di mostrare al mondo un Ricky decisamente più verosimile di quella squallida parodia di maschione latino tutto sculettamenti e lampade...

Esatto, è quel tipo di foto. Mi dispiace per la censura. Non c'è moltissimo da vedere, ma se voleste farvi una cultura googlizzate il nome d'arte di questo sosia furbetto. Qual è? Tenetevi forte: Ricky M.

Non è giusto! Abbiamo tutti pagato troppo per il concerto di quelle cinque avidone delle Spice Girls perché ci siano favoritismi così evidenti. Ieri sera, a Londra, le cinque sono state raggiunte da tutta la Spice prole per cantare Mama. Come se il momento non fosse già abbastanza trash, Victoria ha pensato bene di addobbare i suoi tre pargoli con una t-shirt dal messaggio chiaro: POSH. Come a dire: non c'è nessuna possibilità che neppure uno di noi tre sia eterosessuale. Tutti con le orecchie tappate per evitare di sentire gli acuti di Sporty, solo una baby celebrità mancava all'appello: Bluebell Madonna o come cavolo si chiama, figlia di Geri. Figurarsi, tale madre tale figlia. Due stronze.

John Travolta è stato tagliato fuori da Dallas, il film, previsto per il 2008. Il ciccio più sfigato di Hollywood avrebbe dovuto indossare il cappellone di J.R. in quello che si preannunciava il film più appetibile dell'anno, almeno fin quando nel cast figurava anche J.Lo. Né lui né chiappedoro faranno parte della cricca però, visto che i produttori hanno deciso di virare il tutto verso qualcosa di più comico, e pare abbiano contattato Ben Stiller per rendere la pellicola una specie di commedia. Ora, spiegatemi che cosa c'è di più comico di un sessantenne sovrappeso che non sa recitare.

Il trailer c'è, il film esce a maggio, i vestiti ridicoli sono tornati... evviva, siamo tutti felici e pronti ad esibirci in gridolini alla prima di Sex and the City, il film. Speriamo solo che questa immagine sia dal set: dovesse essere dal film, immaginiamo lo svolgimento. Samantha fa qualche parallelo tra la cannuccia e il pene, Charlotte arrossisce dall'alto dei suoi cinquant'anni, Miranda la accusa di essere volgare e di essere vestita come una maschera di Carnevale, e Carrie scrive al PC qualche sagace rima con "Arlecchino".

A 'sta botta, se piove ci rimane secca. Perché la gomma è isolante, ma le borchie no: quindi cara Rihanna, prendi l'ombrello e... come dire, va' pure. Almeno Britney ha delle buone scuse, per sembrare un'artista di strada.

Oggesù, questa proprio non volevo vederla. La statua di Kylie Minogue a Melbourne, per mano dell'"artista" Peter Corlett (immaginatevi che frociona). Vabbè, del resto a Pacentro c'è la statua di Madonna Ciccone.

Che lo amiate per la sua incredibile interpretazione di Fersen in Marie Antoinette o per lo spot del profumo, Jamie Dornan merita tutta la vostra bava. Et voilà, dall'Irlanda a questo servizio per Feld Hommes. A volte anche le riviste tedesche tirano fuori qualcosa di buono.

La sofferenza è finita, siamo tornati. Non volete sapere il perché di questa pausa e non ha da interessarvi, visto che riprendiamo con un'esilarante sparata da quella pazza di Rupert Everett. Hai voglia a dire che ora preferisce concentrarsi sulla carriera da scrittore: prima o poi i racconti sulle marchette che ha fatto per sbarcare il lunario finiranno, e allora è meglio portarsi avanti parlando male dei colleghi e straparlando a proposito di quanto sia difficile essere gay a Hollywood.
"Se fossi stato etero, sarei diventato una di quelle star che si scopa qualunque cosa cammini. Avrei sposato ogni singola co-star dei miei film, con continui divorzi per essere stato beccato a farmi due ragazze per volta. O sarei stato tipo rapper, in mezzo a orge, coca, yacht".
E ancora: "De Niro, Robert Redford, Woody Allen, Diane Keaton e Pacino: sono solo delle drammatiche caricature di loro stessi. Al Pacino sembra un vecchio fuori di testa. Prenditi un break, dico io, o datti da fare e fa' qualcosa di serio".
Ultimo pensierino per George Clooney: "Crede che solo perché fa qualche film impegnato può permettersi cose come Ocean's 11, 12 e 13. Ma i film di quella serie sono un cancro della cultura mondiale. Ci stanno distruggendo. E Clooney sarà presidente, un giorno. Ricordatevi quello che dico: se è etero, sarà presidente".
Adoro queste uscite da checca di Rupert. La verità? Credo che abbia drammaticamente ragione.