giovedì 3 gennaio 2019

la maglietta ufficiale di follettina creation è pura arte e inestimabile genio


Non credo ci sia bisogno di un'introduzione più articolata di un rutto per spiegare chi sia Follettina. Vi basti sapere che, in barba a Forbes e People, Follettina (di cognome Creation, Follettina Creation) è senza dubbio il personaggio dell'anno appena conclusosi, grazie al suo geniale schema inconsapevole tramite il quale ha creato il proprio impero su YouTube. In un'era in cui gli YouTuber annaspano perché non riescono a smettere di fare tutti la stessa cosa, Follettina è emersa dalla grotta e si è mostrata per quello che è, con ben più di un pelo (di coraggio).
Follettina è donna, è fiera, e ama le reborn cinesi che sembrano dei Cicciobelli squagliati. Criticatela quanto volete, lei continuerà a suggerirvi candidamente a fine video di inviarle un regalino, un pensierino, una letterina. Una letterina lo dice sempre con un po' di stizza, proprio perché deve. Insomma, questa cosa dei regalini a Follettina è diventato l'argomento caldo del 2018, più o meno mentre in Parlamento andava tutto a troie. Orde di YouTuber invidiose si sono scagliate contro Follettina Creation e la sua frequentatissima lista Amazon, come se fosse un reato chiedere regali davanti a una telecamera con indosso solo un maglione infeltrito e un sopracciglio.
Intanto, Follettina accumulava. Non solo follower, non solo iscritti, ma proprio regali. Cellulari. Cuffie per giocare a Second Life (dove tra l'altro ha conosciuto quello che poi è diventato suo marito IRL, Maritozzo con la Panna). Cicciobelli squagliati come se piovesse. Una marea di "vestiti per le reborn", ovvero vestiti per bambini in carne e ossa della Oviesse. In un'epoca dove ci stiamo tutti digitalizzando e nessuno a fine giornata si mette in tasca qualcosa che esista davvero, Follettina Creation ha trasformato il nulla in regali, con una perizia tecnica che a occhio e croce non va oltre quella di un suricata.
Accomodatevi, criticatela pure. Provate a fare lo stesso.
Ovviamente, al crescere della fama e della mondezza in casa, Follettina Creation ha pensato che i tempi fossero maturi per iniziare a porre le basi per la Creation Holdings Associated, l'azienda che ci renderà tutti delle reborn. La prima scelta commerciale che Follettina ha deciso di intraprendere è stata quella di vendere i suoi gioielli online, senza però comprendere troppo le leggi del commercio in Rete. Mi è parso di vederla una volta che strillava "tutti a 15 euro, scrivetemi una mail".
Credevo che il business di Follettina avrebbe dovuto cambiare l'economia globale un bracciale in fimo alla volta, ma oggi scopro che ha finalmente lanciato le sue magliette ufficiali, comodamente acquistabili online.
E qui, il colpo di genio. La maglietta ufficiale di Follettina ci presenta ovviamente una follettina dei boschi, anche piuttosto cessa a dire la verità, ma soprattutto una scritta: ANCHE IO HO FATTO UN REGALO A FOLLETTINA.
Non è soltanto una preziosa testimonianza di orgoglio, da indossare fieri di aver migliorato la collettività, ma è anche la cosa più geniale, sconnessa, dadaista che abbia mai percepito. Con questa operazione, Follettina ci ha mostrato un altro lato rispetto a quello della spietata imprenditrice assetata di regalini. Follettina è anche un'artista concettuale, una pioniera del metalinguaggio che passa dal web per finire al fashion.
Abbiamo trascorso l'anno passato, giustamente, a dire "anche io". Anche io ho subito violenza da parte di un uomo, anche io penso che le transessuali possano fare le drag queen, anche io ho fatto un regalo a Follettina. Consiglio, se posso, uno sviluppo in questa direzione per il merchandise ufficiale. Tazze, tappetini per il bagno, zaini e marsupi con le scritte più disparate: "Anche io non mi so toccare il naso con l'indice", "Anche io so premere REC su Windows Movie Maker", "Anche io sostengo da sola l'economia cinese".

martedì 11 dicembre 2018

perché il duetto con anitta è un bene per madonna


Ora io non so se voi abbiate visto Vai Anitta su Netflix, ma confido abbastanza nella vostra omosessualità per dare per scontato che sappiamo di che stiamo parlando. Cioè, io sapevo che Anitta era pazzesca per Vai Malandra e un paio di duetti con Maluma, ma prima di guardare la sua docuserie ignoravo che oh, Anitta è tipo la più famosa del mondo. Il Brasile si ferma per Anitta, è la più spinnata su Spotify, e insomma Anitta se la comanda di brutto.
Qualche mese fa, mesi che sembrano anni, i rumor sul prossimo album di Madonnaccia hanno iniziato a rincorrersi alimentati dall'uso sconsiderato che Lady Ciccone fa di Instagram, ma solo qualche giorno fa è arrivata la conferma riguardo a una voce di corridoio che ci aveva fatto tremare: duetto Madgezilla Anitta in arrivo.
Che cosa avranno in comune una venticinquenne brasiliana col perizoma incollato alle chiappe e la Regina del Pop, oltre a una sana e smodata voglia di cazzo? Niente, ci dicevamo tutti, preodorando l'aroma di merda dell'ennesimo duetto riuscito male di Madge.
Perché boh, io per Madonna darei la vita eh, ma da quanto non abbiamo un album suo che non ci fa respirare dall'emozione? Per quanto mi riguarda abbiamo volato altissimo da Ray of Light a Confessions e tutto quello che c'è nel mezzo (American Life è il mio album preferito, se può interessarvi), ma poi abbiamo iniziato a precipitare da Hard Candy in poi. Rebel Heart era carino, per qualche momento lo avremo anche considerato un capolavoro perché Madonna è sempre Madonna, ma dobbiamo essere onesti con noi stessi e riconoscere che Madge ha bisogno di un album epico a questo punto della sua carriera millenaria. Un album impegnato, forse anche politico, per favore anche un po' spirituale.
Tutto ciò come si incastra con Anitta, che non è esattamente una rabbina né Janis Joplin? Ragazzi, date retta a me. Anitta è talmente famosa, vogliate crederci o no, che Madonnaccia ha assolutamente bisogno di lei per rilanciarsi a dovere e veicolare il suo messaggio.
A patto, ovviamente, che quello che ne esca fuori non sia un Bitch I'm Madonna 2.0. No. No. Madonna, guardami? No.
Io voglio credere che Madge abbia saputo piegare il reggaeton twerking di Anitta al suo volere e lo abbia trasformato in una canzone catchy ma profonda, orecchiabile e apprezzabile a più livelli. Ovviamente questo ha più che altro a che fare con la disperata voglia di ottimismo che ci forziamo di allenare sotto Natale, ma arrivo al punto del discorso perché leggo in giro di gente che alla notizia di questo duetto voleva già togliersi la vita prima del leak.
Fidatevi: Anitta e Madonnaccia insieme potrebbero farvi ricredere sul pop che è andato definitivamente a puttane. Vai Vegliarda!

lunedì 26 novembre 2018

cinque canzoni da ascoltare durante l'apocalisse


Dunque, mi domandavo: sarà il caso di portarsi avanti con la fine del mondo? Perché a me a occhio e croce pare che siamo in una specie di pausa di riflessione col pianeta, ma di quelle pause di riflessione dove uno dei due ne approfitta per non fare un cazzo aggravando la propria situazione, e l'altro continua a mandare segnali sempre più evidenti che la prossima rottura di coglioni sarà l'ultima.
Pur tuttavia, è molto probabile che tra una trentina d'anni saremo ancora qua con la nostra pellaccia dura, a ricordarci quanto fossero catastrofisti nel 2018, magari mandandoci un meme a riguardo a bordo della nostra taxi zattera.
Anyway, se la fine dovesse arrivare proprio adesso, se fossimo destinati a provare l'ebbrezza di sentirci un po' triceratopi, e avessimo tempo per cinque ultime canzoni da ascoltare, io ascolterei queste. In queste versioni, e in questa sequenza. Certo, mi direte voi, perché dovrei ascoltare cinque canzoni mentre il mondo va a puttane? La perdita del senso della metafora è ciò che ci fotterà, gente.

1. Madonna e Aviicii, Wash All Over Me, la versione bella che poi ha cambiato perché si era indispettita.


2. Komm Süsser Tod, dalla colonna sonora di The End of Evangelion, la versione più lunga possibile.


3. Younger Now di Miley Cyrus


4. Edge of Evolution di Alanis Morissette


5. Gimme More, gente, perché non è finita fino a quando non è finita davvero. Bitch.

venerdì 23 novembre 2018

viaggiare dentro le valigie come metafora dei tempi


In una recente intervista Zayn Malik, il kebabbaro degli One Direction, ha rivelato che tutti i rumor a riguardo erano veri: Regina George, al secolo Taylor Swift, viaggia dentro le valigie per evitare i paparazzi.
Aiutata dalla sua corporatura a scopa secca, Taylor si piega comodamente dentro una Carpisa di taglia L per spostarsi comodamente da un punto all'altro senza incorrere in gente che vuole fotografarla a tutti i costi e carpirle una cattiveria su qualcuno (per quello c'è Twitter, anyway). Comoda proprio come un Bellsprout dentro una sfera Poké, Regina pare abbia persino una Jacuzzi e uno scannatoio dentro la valigia.
Ora, non ci interessa sapere se questa sia l'ennesima baggianata messa in piedi da Taylor stessa per poterne ridere durante una sua giornata tipo. Oppure se sia vero. Ma penso che sarebbe sempre più saggio metterci le cose dentro le valigie, una per una, sceglierle accuratamente, prendersi la briga di riflettere su quali scartare e farlo senza tornare indietro. Rendere la valigia sempre un po' leggera, con uno spazio vuoto, ché in viaggio tanto ti comprerai un sacco di cose e poi non saprai dove metterle.
La valigia può anche strabordare, e potrebbe accadere di dovercisi sedere sopra per farla chiudere, ma alla fine vuoi mettere il senso di soddisfazione? E quando la signorina di Ryan non te la fa infilare in quel misurino da caffè che decide quali possono andare a bordo e quali no? Vabbè che non viaggio da quest'estate, ho sentito dire che ultimamente per capire che cosa puoi portarti dietro su un aereo devi fare un corso di aggiornamento alla regione.
Insomma, per fare una valigia ci vuole un minimo di impegno, di selezione. Si può anche decidere di infilarci quello che capita e portarsela dietro, ma fortunatamente è sempre possibile staccarsene, che la dimentichiate da qualche parte o che ve la perdano. Se ci tenete abbastanza, c'è un cartello col vostro nome, e se è destino vi tornerà dietro. Altrimenti imparerete dai vostri errori, la avvolgerete nel cellophane e la prossima volta ci inciderete sopra il nome a fuoco.
Viaggiare dentro una valigia, invece, è tutta un'altra storia. A parte la scomodità del procedimento, il fatto che sia buio e che credo proprio non si possa fumare. Ma soprattutto, se vi ci mettete dentro, nella vostra valigia resterà spazio solamente per una cosa: voi e voi stessi. E quello sarà tutto ciò che vi porterete dietro.

martedì 20 novembre 2018

dalla parte di victoria beckham


Ricordo che una volta, in un'intervista, Red Ronnie disse che era merito suo se Victoria Beckham si era liberata dei brufoli. Insomma Red Ronnie stava lì a vantarsi del fatto di aver consigliato a Posh Spice, incontrata in un backstage durante una delle prime esibizioni delle Spice Girls, di smettere di mangiare latticini per liberarsi dei brufoletti sulla fronte.
E infatti guardatela adesso, diceva Red Ronnie, ha una pelle perfetta. Era merito suo.
Ora, questo episodio è uno di quelli random senza alcuna importanza che ti rimangono incollati al cervello per tutta la vita. Ma a ben vedere, di quel fatto non mi colpì che Red Ronnie si fosse permesso di dire a Victoria Beckham (ai tempi Adams) che avesse una pelle di merda, né il fatto che Red Ronnie fosse un beauty guru ante litteram, niente di tutto questo. Più che altro, il privilegio di aver potuto dare un consiglio importante a Victoria Beckham.
Senza troppi giri di parole, Victoria Beckham è senza dubbio una persona di gran gusto. Per essere una burina nata ai bordi di periferia, è arrivata a un punto dove l'eleganza viene prima della voglia di apparire, e io a questo mi inchino.
Capitemi bene, non ho nessuna intenzione di entrare in polemica con il percorso attuale di Sporty, Baby, Ginger e Scary. Quest'ultima, poi, mi fa anche un po' tenerezza. Credo un po' che le altre alla fine abbiano ceduto perché forse Mel B le chiamava anche nel cuore della notte, del resto ormai aveva promesso una reunion in qualsiasi talk show al quale avesse partecipato. Nell'ultima settimana, tra l'altro, Scary ci ha anche fatto sapere che centro spirituale frequenta, che in passato era sommersa di cocaina, e che ovviamente ci saranno anche tappe americane per le Spice Girls. Se le chiediamo di sbottonarsi un po', capace che ci dirà che saranno al prossimo Super Bowl.
Capisco anche Emma, che ha colto l'occasione per coronare il suo sogno di farsi le frezze rosa, e capisco anche Geri che del resto è sempre stata pronta a battere cassa nei modi meno ortodossi. La Sporty la capisco meno, dico la verità, ma magari per rinfrescarmi la memoria sarebbe il caso di ascoltare Version of Me.
Ma Victoria, Victoria è quella che capisco più di tutte. Victoria non ha bisogno di apparire circondata da riflettori in un tour a metà strada tra una puntata di Paolo Limiti e una pubblicità delle pensioni integrative. Posh è già incisa nella legenda, nel tubino Gucci, nel dito puntato con aria sfrontata e le gambe dinoccolate, nelle battute epiche di Spice World: The Movie.
Victoria era quella che quando usciva (raramente) sul palco della scorsa reunion (quella vera) faceva tremare il palazzetto con le urla. E quando in un campo hai dato tutto quello che potevi, per lo più senza avere nessun talento particolare, ti devi fermare e guardare altrove.
Raga', è tornata Sabrina vita da strega, è tornato Streghe, è tornato Will & Grace, è tornato Jurassic Park, è tornato persino Portobello con la Clerici. A una certa, basta. Questo clima di nostalgia perenne dovrebbe risultare un filo meno entusiasmante e un po' più soffocante, non trovate?
In ogni caso, proprio come Victoria, io faccio i miei migliori auguri alle quattro Spice superstiti e auguro loro un tour stellare e una buona scorta di Ritalin per Mel B.
Se venite più vicino, passo sicuro.

mercoledì 25 luglio 2018

taylor swift reinventa instagram e lancia una nuova tendenza per il compleanno di selena gomez


Una volta, quando era il compleanno dell'amica tua, al massimo della vita ordinavi un millefoglie buono in pasticceria invece di prendere una Viennetta, e le portavi la torta a casa. Poi siamo diventate tutte pasticcere, e giù di cagate che dovevano sembrare sculture di pasta di zucchero e invece no.
Oggi, fortunatamente, arriva la nostra amatissima Regina George a liberarci per sempre dall'incombenza del coma glicemico, coniugando adorabilità alle stelle con la magrezza che ci risulta indispensabile a sopravvivere.
Tu sei pazzesca e sei sempre in tour, mentre la tua migliore amica entra ed esce da rehab talmente spesso che non sai mai quando trovarla a casa? Semplice: metti su una torta in quattro minuti, fai una storia di Instagram e pubblicala con una frase amorosa e una citazione! Efficace, dolcissimo, dietetico.

domenica 15 luglio 2018

lady gaga si reinventa ancora una volta facendo pubblicità al pollo fritto del padre


'Sta bella ciaciona che si scofana il pollo fritto non è Danielona di Uomini & Donne appena uscita di galera, ma la più grande popstar jazz attrice #imprenditricedigitale dei nostri tempi, la ristoreggiante Gaga!
Senza andare troppo per il sottile, la Stefani ci dice chiaramente di andare al nuovo ristorante del padre se vogliamo un pollo fritto killer. Sul fatto che possa ucciderti non abbiamo dubbi, Stefy!
Non ho ben capito a che punto sia la carriera di Gaga. So che è in uscita il suo film con Bradley Cooper, e mi pare sia in studio, ma vederla mangiare con la coda alta come a un centro commerciale di periferia la domenica mi mette decisamente di buonumore.

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